Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/63: Revisione della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente: finanziamento transitorio e consenso (incl. diritto esecutivo) · 69 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 20Fedlex · Rapporto sui risultati

Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla revisione della LCIP (finanziamento transitorio e consenso)

4.1.4.1 Capoverso 1

4.1.4.1.1 Osservazioni generali

Alleanza del Centro critica l’impostazione duale (cofinanziamento da parte di Confederazione e Cantoni) degli aiuti finanziari in quanto suscettibile di mettere a rischio la comunità di riferimento dei farmacisti (abilis). Ritiene che in linea di principio gli aiuti finanziari debbano essere concessi a tutte le comunità di riferimento nella misura in cui queste possano per esempio garantire un cofinanziamento almeno di pari entità anche di altri attori.

Il PLR teme che il modus operandi scelto possa creare potenziali discriminazioni nei confronti di comunità private. I Cantoni che hanno sviluppato o rilevato una comunità potrebbero non essere interessati a cofinanziare il prodotto di un concorrente privato benché questo soddisfi di fatto le condizioni necessarie. L’obbligo deve pertanto essere disciplinato nel modo più chiaro e vincolante possibile, introducendo per esempio un importo (minimo) fisso anche per i Cantoni.

Per economiesuisse va evitata una disparità di trattamento tra le comunità di riferimento fondate da Cantoni e le altre comunità di riferimento. Il finanziamento della cartella informatizzata del paziente deve essere concesso alle stesse condizioni in tutti i casi, indipendentemente dalla comunità di riferimento scelta. In questo modo tutte le comunità di riferimento sono alla pari in fatto di gestione e ulteriore sviluppo della CIP.

Le organizzazioni AAV, AVKZ, CLPh, LAV, pharmaSuisse e Sphf osservano che, per l’intero sistema, non ha alcuna importanza il luogo in cui il paziente ha aperto la propria cartella. Al sistema nel suo insieme conviene avere più pazienti con altrettante cartelle aperte. È a questo livello che si dovrebbero promuovere la gestione e l’apertura di nuove cartelle. Un finanziamento da parte di tutti i Cantoni deve dunque essere ugualmente ripartito fra le comunità di riferimento cantonali, sovracantonali e nazionali e sostenuto in ugual misura da Confederazione e Cantoni. AAV, AVKZ, CLPh, LAV, pharmaSuisse e Sphf trovano inoltre che il progetto sia problematico dal punto di vista della parità di trattamento. La soluzione proposta disciplina unicamente il sostegno finanziario alle comunità di riferimento nella misura in cui queste siano già finanziariamente sostenute da un Cantone. Al riguardo, AAV cita per esempio il caso del Cantone di Argovia, che sostiene tuttora la comunità di riferimento eHealth Aargau SteHAG con importi considerevoli. Manca tuttavia completamente un disciplinamento del sostegno finanziario. I Cantoni che partecipano allo sviluppo o alla gestione di una comunità di riferimento non hanno alcun interesse a sostenerne finanziariamente altre. A beneficiare dei contributi dei Cantoni sarebbero dunque unicamente le comunità di riferimento cantonali, mentre quelle attive a livello nazionale, come abilis, sarebbero escluse dai contributi cantonali. AAV obietta che nel sostegno finanziario non si tiene sufficientemente conto del fatto che anche persone o organizzazioni di un altro Cantone possano far ricorso a una comunità di riferimento cantonale. Secondo AAV e le organizzazioni AVKZ, CLPh, LAV, pharmaSuisse e Sphf, questa disparità di trattamento è da evitare. Decisive ai fini del sostegno finanziario dovrebbero essere unicamente le cartelle del paziente effettivamente aperte. Le suddette organizzazioni aggiungono che, con il disciplinamento proposto, le organizzazioni di riferimento nazionali non hanno invece alcuna possibilità di avvalersi di un diritto al sostegno, né attraverso contributi cantonali né tramite contributi nazionali. Comunità di riferimento nazionali come abilis sarebbero così chiaramente svantaggiate rispetto a comunità di riferimento cantonali. Per garantire la parità di trattamento sancita a livello costituzionale si propone pertanto di adeguare l’articolo 23a LCIP. La formulazione suggerita obbligherebbe i Cantoni a versare alla comunità di riferimento un finanziamento in funzione del numero di CIP aperte da persone domiciliate in un dato Cantone, ma sempre secondo tale proposta i Cantoni sarebbero ovviamente liberi di rinunciare al versamento di un importo finanziario. Il finanziamento sarebbe inoltre assegnato solo a comunità di riferimento certificate, cosa che LAV approva. Secondo AAV, AVKZ, CLPh, LAV, pharmaSuisse e Sphf il criterio del domicilio è ad ogni modo adeguato, considerato che secondo la LCIP un paziente può appartenere a una sola comunità di riferimento e che l’interoperabilità tra comunità di riferimento costituisce un presupposto per la certificazione oltre che un elemento essenziale della CIP. Strutturare gli aiuti finanziari di Confederazione e Cantoni in modo uguale (ossia sotto forma di importo fisso per ciascuna CIP aperta) consentirebbe inoltre di garantire facilmente che gli aiuti finanziari cantonali siano almeno di pari importo di quelli della Confederazione. La LCIP vigente non sembra consentire alla Confederazione di obbligare