Rapporto esplicativo

Consultazione 2022/70: Abrogare le inutili e dannose restrizioni della legge sulle abitazioni secondarie in materia di demolizione e riedificazione di abitazioni costruite secondo il diritto anteriore · 14 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 12Fedlex · Rapporto esplicativo

Legge sulle abitazioni secondarie. Modifica FF …

ancor più redditizio demolire e ricostruire le abitazioni per poi venderle come abitazioni secondarie. I prezzi di locazione e di vendita aumenterebbero però anche se da abitazioni datate e a prezzi moderati dovessero sorgere nuove abitazioni primarie più ampie, facendo nel contempo aumentare l’offerta di spazi abitativi moderni.

4.5 Ripercussioni sull’ambiente

La demolizione e la ricostruzione delle abitazioni realizzate in virtù del diritto anteriore avviene su fondi già edificati. A seguito degli ampliamenti bisogna quindi attendersi una riduzione degli spazi liberi. Inoltre i nuovi edifici muteranno l’aspetto degli abitati. Attraverso un’attenta pianificazione del nuovo edificio che tenga conto della struttura edilizia esistente si potrebbe però rivalorizzare l’aspetto degli abitati e soddisfare in modo efficiente i più recenti standard edilizi. La nuova possibilità di combinare l’ampliamento del 30 per cento al massimo della superficie utile principale con la creazione di abitazioni supplementari apre nuove possibilità di finanziamento per le ristrutturazioni energetiche. Ciononostante, dal punto di vista energetico e climatico spesso la demolizione e la ricostruzione non sono l’opzione più ecologica rispetto alla ristrutturazione e alla trasformazione: in termini di fabbisogno energetico e di emissioni di CO2, un edificio nuovo ottiene risultati peggiori rispetto a un risanamento energetico.

5 Aspetti giuridici

5.1 Costituzionalità

L’articolo 75b capoverso 1 Cost. limita al 20 per cento la quota di abitazioni secondarie rispetto al totale delle unità abitative e della superficie lorda per piano utilizzata a scopo abitativo di un Comune. Pertanto, nei Comuni con una quota di abitazioni secondarie superiore al 20 per cento non solo non si possono in linea di principio costruire nuove abitazioni secondarie ma non si possono neppure creare spazi aggiuntivi da adibire ad abitazioni secondarie. Per le abitazioni realizzate in virtù del diritto anteriore questo significa che a causa delle prescrizioni costituzionali non possono né essere suddivise in più abitazioni né essere ampliate. Questo vale ad ogni modo fintanto che tali abitazioni sono utilizzate come abitazioni secondarie. Qualsiasi sviluppo che porti a un aumento delle abitazioni secondarie o a un ampliamento delle superfici occupate da abitazioni secondarie è in definitiva contrario all’obiettivo dell’articolo costituzionale che mira a limitare tali usi.

Nonostante questa situazione iniziale la LASec prevede la possibilità di far risultare abitazioni supplementari soltanto nei limiti della superficie utile principale preesistente (art. 11 cpv. 2). Gli ampliamenti del 30 per cento al massimo della superficie utile principale sono invece ammessi a condizione che non ne risultino abitazioni supplementari (cpv. 3). La normativa vigente riguarda sempre soltanto una delle due prescrizioni costituzionali (numero di abitazioni o superficie delle abitazioni secondarie), ma mai entrambe contemporaneamente.