Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/70: Abrogare le inutili e dannose restrizioni della legge sulle abitazioni secondarie in materia di demolizione e riedificazione di abitazioni costruite secondo il diritto anteriore · 14 pagine
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Compendio
Le esperienze accumulate dall’entrata in vigore della legge sulle abitazioni secon-
darie mostrano che questa legge e la relativa giurisprudenza limitano talvolta in
modo considerevole il rinnovo delle abitazioni realizzate in virtù del diritto anteriore. Lo scopo del progetto è creare ulteriori possibilità di modifica e di amplia-
mento per queste abitazioni. In questo senso, all’interno delle zone edificabili, in occasione della demolizione e ricostruzione di un’abitazione realizzata in virtù del diritto anteriore dovrebbe essere nel contempo possibile ampliare al massimo del
30 per cento la superficie utile principale. Entro questi limiti dovrebbe inoltre essere possibile far risultare nuove abitazioni e nuovi edifici senza dover imporre
le limitazioni d’uso prescritte dal diritto in materia di abitazioni secondarie. Can-
toni e Comuni dispongono di strumenti di pianificazione adeguati per evitare che
possano sorgere conflitti tra queste ulteriori possibilità di modifica e di amplia-
mento e le esigenze di protezione degli spazi liberi all’interno degli insediamenti, dell’aspetto degli abitati o delle abitazioni primarie.
Situazione iniziale
Secondo la legge sulle abitazioni secondarie attualmente in vigore le abitazioni realizzate in virtù del diritto anteriore, ossia le abitazioni realizzate prima dell’11 marzo 2012 nel rispetto delle disposizioni in vigore o la cui realizzazione risultava autorizzata in tale data con decisione passata in giudicato, possono essere demolite e ricostruite, ma solo nei limiti della superficie utile principale preesistente. Se l’abitazione non viene demolita ma ampliata è consentito un ampliamento al massimo del 30 per cento della superficie utile principale che esisteva l’11 marzo 2012 a condizione che non ne risultino abitazioni supplementari. Gli ampliamenti che superano il 30 per cento della superficie utile principale sono ammessi soltanto con le limitazioni d’uso prescritte dalla legislazione in materia di abitazioni secondarie.
Queste limitazioni rendono talvolta difficile rinnovare il patrimonio edilizio esistente. In una sentenza dell’8 maggio 2020 il Tribunale federale ha inoltre confermato che in base al diritto vigente la superficie utile principale non può essere ampliata in caso di demolizione e ricostruzione di un’abitazione realizzata in virtù del diritto anteriore.
Contenuto del progetto
Il progetto prevede di modificare la legge sulle abitazioni secondarie in modo che, in caso di demolizione e ricostruzione di un’abitazione realizzata in virtù del diritto anteriore, sia nel contempo possibile ampliare al massimo del 30 per cento la superficie utile principale, far risultare abitazioni ed edifici supplementari e spostare entro i confini dello stesso fondo l’ubicazione della costruzione. Inoltre, in occasione dell’ampliamento delle abitazioni esistenti il progetto prevede la possibilità di far risultare abitazioni supplementari, sempre che l’ampliamento non superi il 30 per cento della superficie utile principale preesistente.