Rapporto sui risultati

Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 196 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 77Fedlex · Rapporto sui risultati

Rapporto sui risultati della procedura di consultazione concernente la revisione della LCIP (revisione completa)

abbia un rappresentante. Questo rende il sistema di attribuzione dei diritti d’accesso alla CIP ancora più complicato e poco intuitivo. Pertanto, secondo pharmaSuisse e Apotheken Thurgau il capoverso 5 lettera a andrebbe stralciato.

Secondo la Posta e Sanela, perché la CIP abbia successo è fondamentale che i professionisti della salute vi registrino dati strutturati. La registrazione di dati non strutturati alimenta la critica secondo cui la CIP sarebbe un «cimitero di PDF». Pertanto, la logica dell’articolo 9 andrebbe rovesciata, nel senso che in linea di principio devono essere registrati dati strutturati e solo in casi eccezionali dati non strutturati. La Posta e Sanela chiedono pertanto di modificare il capoverso 1bis come segue: «I professionisti della salute sono tenuti a registrare nella cartella informatizzata i dati rilevanti ai fini della cura in modo strutturato. [...] In casi eccezionali, è possibile registrare dati non strutturati».

Capoverso 7:

Secondo la Posta e Sanela, nell’ambito di un accesso di emergenza i professionisti della salute dovrebbero essere autorizzati anche a memorizzare dati nella CIP, in quanto anche durante un accesso di questo tipo possono essere generati dati rilevanti ai fini della cura. Si chiede pertanto l’aggiunta di un nuovo capoverso 7 del seguente tenore: «Nell’ambito di un accesso di emergenza, i professionisti della salute sono autorizzati a memorizzare dati rilevanti ai fini della cura nella cartella informatizzata».

Capoversi 2 e 3 (ma riferito piuttosto al capoverso 2):

Come già per la legge attualmente vigente, privatim chiede che i gradi di riservatezza e le modalità di base per la loro attribuzione e la definizione dei diritti d’accesso siano disciplinati nella legge stessa.

I pazienti devono essere informati con precisione sul significato dei singoli gradi di riservatezza e della loro gerarchia così come sulle possibilità di limitare l’accesso ai dati personali. privatim raccomanda di completare l’articolo 3 capoverso 3 in tal senso.

SAMW considera complicata l’attribuzione da parte dei pazienti dell’autorizzazione d’accesso alla CIP. Si chiede in particolare chi può accedere ai dati, quando e perché. Prevede che vi saranno problemi di attuazione e che la gestione della CIP diventi un carico eccessivo per i gruppi vulnerabili. SAMW ritiene che, proprio nel caso di questi ultimi, occorrerebbe chiarire con particolare cura – nell’intento di garantire la migliore qualità delle cure possibile – chi ha accesso alla CIP e in che misura, con riferimento specifico ai professionisti della salute.

Capoverso 1bis:

santésuisse osserva che, stando ai media, ottenere referti medici da caricare nella CIP è molto laborioso perché i professionisti della salute non danno seguito alle richieste dei pazienti o lo fanno con molto ritardo. Auspica pertanto che l’avverbio «possibilmente» venga stralciato e che il capoverso sia completato con la seguente aggiunta: «Sono tuttavia tenuti a consegnare ai pazienti che ne fanno richiesta questi dati in forma adeguata ed entro un termine congruo».

Capoverso 1:

SATW è del parere che i dati debbano essere registrati in modo strutturato. Se ciò non fosse possibile, andrebbe segnalato da qualche parte e, laddove opportuno, renderlo possibile. La CIP deve essere costantemente sviluppata al fine garantire che quanti più dati possibili siano registrati in modo strutturato. SATW chiede pertanto di stralciare il capoverso 1.

Vedi osservazioni di EVS.

senesuisse e ASPS ritengono che se tutti i dati rilevanti ai fini della cura devono essere caricati nella CIP, questa diventerà troppo voluminosa e non raggiungerà il suo scopo effettivo, ossia rendere rapidamente accessibili le informazioni più importanti. Auspicano pertanto che la quantità di dati sia ridotta al minimo indispensabile. In caso contrario, il dispendio amministrativo per il sistema sanitario aumenterà ulteriormente senza generare alcun beneficio.

senesuisse e ASPS propongono la seguente formulazione: «I professionisti della salute sono tenuti a registrare nella cartella informatizzata i dati da rendere tassativamente accessibili a terzi nell’interesse del paziente».