Rapporto esplicativo
Consultazione 2022/97: Revisione completa della legge federale sulla cartella informatizzata del paziente · 76 pagine
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Per il punto chiave relativo al modello opt-out, l’AIR 2023 prevede un numero consistente di CIP inattive per le quali non è stata presentata opposizione ma che comunque non vengono utilizzate. Secondo le stime degli attori intervistati, la quota di CIP inattive che generano costi operativi si situa in media attorno al 40─45 per cento. Le CIP inattive possono però rappresentare un vantaggio in quanto contengono già i dati che serviranno per l’utilizzazione futura della CIP da parte dei pazienti. Secondo l’AIR 2023, è importante che l’opposizione possa essere presentata in modo semplice e che i vantaggi e gli svantaggi della CIP siano comunicati in modo chiaro e trasparente alla popolazione.
Comunità e comunità di riferimento: secondo l’AIR 2023, a beneficiare prevalentemente delle misure proposte saranno le comunità e le comunità di riferimento. I benefici più evidenti riguardano il finanziamento ma, viste le questioni tuttora aperte in merito alla delimitazione e all’attuazione, non sono attualmente quantificabili. È quindi possibile che non tutte le comunità e comunità di riferimento trarranno gli stessi benefici. In particolare, non è ancora chiaro come vada finanziata una comunità o una comunità di riferimento attiva a livello sovraregionale se i Cantoni sono tenuti unicamente a garantire il finanziamento dell’esercizio di una comunità di riferimento sul proprio territorio.
Sempre secondo l’AIR 2023, l’utilizzo dell’Id-e statale per l’apertura e l’accesso alla CIP potrebbe avere un impatto positivo sulle finanze. Permetterebbe infatti di eliminare almeno a lungo termine i costi legati agli strumenti d’identificazione degli attuali IdP.
A breve termine, l’abolizione dell’attuale doppia volontarietà (obbligo di affiliazione per i fornitori di prestazioni ambulatoriali e modello opt-out per i pazienti) avrà un impatto negativo sulle comunità e le comunità di riferimento, in quanto genererà un aumento dei costi a causa dell’elevato numero di CIP supplementari e dell’affiliazione di professionisti della salute. Una banca dati centralizzata gestita esclusivamente da una delle comunità o delle comunità di riferimento esistenti incontrerebbe inoltre grandi resistenze.
Conseguenze per l’insieme dell’economia (punto 4)
Sulla base dell’analisi qualitativa e quantitativa condotta nell’ambito dell’AIR 2023, si può affermare che le misure sembrano fondamentalmente adatte a raggiungere gli obiettivi della revisione: eliminando la volontarietà per i fornitori di prestazioni ambulatoriali e introducendo il modello opt-out, si rende possibile una diffusione su ampia scala della CIP. Secondo le stime, è probabile che solo una minoranza della popolazione (quantificabile in qualche punto percentuale) si avvarrà della possibilità di opposizione. Se la revisione della LCIP entrerà in vigore come previsto nel 2028, la CIP dovrebbe affermarsi a livello nazionale entro il 2030, alla scadenza del periodo transitorio.
Ciò nonostante, l’AIR 2023 sottolinea che la sola diffusione a livello nazionale non garantisce l’utilizzazione generalizzata della CIP. Si prevede infatti che circa il 30─50 per cento della popolazione, pur avendo una CIP, non la utilizzerà attivamente. Con l’introduzione del modello opt-out, è probabile che in un primo tempo molte CIP resteranno inattive anche se i dati verranno comunque memorizzati. Tuttavia,