Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/102: Seconda tappa per l’attuazione dell’iniziativa popolare «Per cure infermieristiche forti (Iniziativa sulle cure infermieristiche)»: legge federale sulle condizioni di lavoro nelle cure infermieristiche e modifica della legge federale sulle professioni sanitarie · 94 pagine

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Rapporto sui risultati della procedura di consultazione sulla seconda tappa di attuazione dell’iniziativa sulle cure infermieristiche

Spitex Schweiz propone di integrare come segue l’articolo 18 capoverso 1: «La Confederazione esercita l’alta vigilanza sull’esecuzione della presente legge da parte dei Cantoni. Essa può dare istruzioni alle autorità cantonali di esecuzione, segnatamente anche sul finanziamento della presente legge».

4.1.18.2 Articolo 18 capoverso 2

Nessun particolare commento.

4.1.19 Articolo 19

VSAA e CDS nonché AG, BS, GR, LU, NW, SG, SH, SO, SZ, TG, UR, ZG e ZH sono dell’opinione che alle associazioni dei lavoratori non debbano essere concessi nella LCInf ulteriori diritti d’azione rispetto alla LL e auspicano una corrispondente modifica dell’articolo.

BL chiede lo stralcio dell’articolo, poiché un diritto d’azione delle associazioni dei lavoratori è estraneo al sistema e potrebbe violare l’obbligo del segreto secondo l’articolo 44 LL.

SP60+ sostiene questo articolo, perché conferisce ad associazioni e sindacati il diritto

d’azione. Non è più necessario che la persona si esponga e/o proceda all’azione con l’aiuto del sindacato.

AGV Basel, ASM, Barmelweid, CLS, CLL, Forel Klinik AG, GZF, GZO, KSB, Lindenfeld, PKH, RSS, Spital Bülach, Spital Limmattal, Spital Zollikerberg, Spitex MR, Spitex Regio Frick, SRB AG, vaka e VZK respingono fermamente un diritto d’azione collettiva unilaterale e l’affermazione secondo cui un diritto d’azione da parte del datore di lavoro andrebbe oltre lo scopo di protezione della legge.

AGV Basel, Allianz pädiatrische Pflege, Careanesth, CLS, CLL, flexMedics AG, GZO, PKH, Spital Bülach AG, Spital Limmattal, Spital Zollikerberg, Vokus Personal AG, VZK e Forel Klinik AG esigono che, se si dovesse mantenere la disposizione, il diritto d’azione sia obbligatoriamente formulato in modo reciproco.

ASPS, Spitex Schweiz e Spitex ZH respingono l’articolo.

BK-HEB, Brotegg Praxis, curacasa, E. Spichiger, FSL-Ti, Public Health Schweiz, ASI, ASI SG-TG-AI-AR, ASI BE, ASI BSBL, ASI NE-JU, SHV, SHV AG-SO, SHV BE, SHV FR, SHV NE-JU, SHV Ostschweiz, SHV SZ, SHV VD, SHV Zentralschweiz, SHV ZH, SIGA, S. Widmer, SVBG e SVDE accolgono favorevolmente il diritto d’azione riservato alle associazioni di lavoratori se si riscontrano infrazioni della LCInf. Si allineano alla constatazione espressa nel rapporto esplicativo, secondo cui concedere il diritto d’azione al datore di lavoro non sarebbe conciliabile con la logica della LCInf in quanto legge sulla protezione dei lavoratori.

ARTISET e ARTISET ZH chiedono lo stralcio dell’articolo. La responsabilità per la sicurezza dell’assistenza sanitaria spetta a Confederazione, Cantoni e Comuni, che definiscono le condizioni quadro. Le istituzioni potrebbero attuare le misure derivanti da questa legge solo se fossero finanziate anche dalla Confederazione e dai Cantoni. Anche la carenza di personale qualificato renderà più difficile il rispetto degli obblighi. Non sarebbe opportuno chiamare in giudizio le istituzioni per condizioni quadro che non possono influenzare. ARTISET presenta la proposta subordinata secondo cui, qualora il datore di lavoro non sia in grado di rispettare le misure perché il Cantone/Comune non mette a disposizione le condizioni quadro necessarie, il datore di lavoro deve avere la possibilità agire contro il Cantone.

H+ sostiene l’articolo a condizione che entrambe le parti dispongano del diritto d’azione. Non è chiaro il motivo per cui un diritto d’azione concesso al datore di lavoro andrebbe oltre lo scopo di protezione previsto dalla legge.

Secondo senesuisse sarebbe del tutto sbagliato introdurre un diritto di ricorso collettivo per una singola categoria professionale nel quadro del diritto del lavoro. Si rischierebbe un vero e proprio effetto valanga, perché a quel punto qualsiasi organizzazione potrebbe rivendicare un diritto collettivo. Le cure infermieristiche non rappresentano un bene da proteggere a livello