Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/12: Strategia di cooperazione internazionale 2025–2028 · 69 pagine

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Diplomazia umanitaria: la DPDU concentra la propria attività lungo tre direttrici principali: 1) la protezione della popolazione civile, occupandosi in particolare dei bambini nel quadro dei conflitti armati e delle persone scomparse; 2) il disarmo umanitario, principalmente per quanto riguarda le mine, le munizioni, le armi leggere e di piccolo calibro e quelle basate sulle nuove tecnologie; 3) i cambiamenti climatici e i loro effetti negativi sulla sicurezza umana.

Pool di esperti per la promozione civile della pace (PEP)

Uno degli strumenti che permettono alla CI svizzera di raggiun-

gere i propri obiettivi è l’invio di specialisti presso organizza-

zioni multilaterali o regionali al fine di sostenerne l’operato

negli ambiti tematici di suo interesse. Ogni anno il PEP forni-

sce a organizzazioni multilaterali e regionali come l’ONU,

l’OSCE e l’UE circa 160 esperti civili e di polizia. Queste per-

sone monitorano lo svolgimento di elezioni e il rispetto di ac-

cordi di cessate il fuoco. Gli agenti di polizia e il personale giu-

diziario distaccati aiutano le forze di polizia nazionali a

proteggere le vittime di conflitti e le sostengono nell’opera di

rafforzamento dello Stato di diritto. Gli specialisti dei diritti

umani e gli esperti in ambito giuridico indagano sulle viola-

zioni del diritto internazionale e contribuiscono all’elabora-

zione del passato. Il PEP organizza corsi di formazione per gli

esperti svizzeri e anche per specialisti provenienti da regioni di

crisi, e favorisce lo sviluppo delle loro conoscenze al fine di

metterli in condizione di svolgere al meglio le rispettive mis-

sioni.

Cooperazione bilaterale allo sviluppo (DFAE e DEFR)

Per cooperazione bilaterale allo sviluppo si intendono le attività realizzate dalla Svizzera in un Paese partner, basate generalmente su un accordo quadro di cooperazione siglato tra i due governi. Ha un orizzonte temporale di lungo termine e mira a favorire cambiamenti strutturali e duraturi rafforzando le istituzioni.

La cooperazione bilaterale allo sviluppo è organizzata secondo una logica geografica per quanto concerne la programmazione del preventivo, l’implementazione e il reporting relativo a ciascun Paese. Viene attuata in parte dalla DSC e in parte dalla SECO (cooperazione economica allo sviluppo) ed è complementare agli approcci globali e alla cooperazione multilaterale. La cooperazione bilaterale permette alla DSC e alla SECO di selezionare e gestire progetti di sviluppo, focalizzando l’intervento sul valore aggiunto della CI svizzera. Consente inoltre di instaurare un dialogo politico con i Paesi partner in ambiti specifici. È quindi uno strumento importante a disposizione della politica estera svizzera e della rete delle rappresentanze.

Cooperazione bilaterale attuata dalla DSC

La cooperazione bilaterale lavora nei Paesi prioritari sui quattro obiettivi di sviluppo (n. 3.3.2), identificando gli ambiti d’intervento in stretta collaborazione con gli attori