Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/13: Ordinanza concernente l’imposizione minima dei grandi gruppi di imprese (ordinanza sull’imposizione minima, OImM) · 15 pagine

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possibilità di apportare adeguamenti nell’ambito dell’attuale OImM. I gruppi statunitensi sono, direttamente e indirettamente, gli investitori esteri più importanti in Svizzera. Pertanto, contri- buiscono in maniera significativa al benessere economico del nostro Paese.

Secondo ASB è evidente che l’UTPR non potrà essere introdotto entro il 2024.

3.8. Entrata in vigore

L’UDC nonché numerose associazioni economiche e organizzazioni chiedono che in Sviz- zera le regole dell’imposizione minima vengano introdotte il più tardi possibile. Il Consiglio fe- derale viene invitato a seguire attentamente gli sviluppi internazionali. In caso di ritardi, so- prattutto nell’UE, occorre verificare nuovamente la data di entrata in vigore in Svizzera. La Svizzera non deve svolgere un ruolo di precursore a livello internazionale. Le Commissioni competenti di entrambe le Camere federali devono essere informate per tempo sugli sviluppi e sulle prossime fasi previste.

In particolare economiesuisse, SwissHoldings, ASB e ABPS esprimono preoccupazioni in merito a un’entrata in vigore già nel 2024, tanto più che in diversi Stati non è chiaro se e quando verrà introdotta l’imposizione minima. Essi chiedono di esaminare la possibilità di po- sticipare l’introduzione dell’imposizione minima a inizio 2025. Ad esempio, per Swissholdings il motivo di questo cambio di opinione che, agli occhi di terzi, potrebbe risultare sorprendente e improvviso è dovuto non solo agli sviluppi presso l’OCSE, ma soprattutto al comporta- mento di Stati di sbocco come gli Stati Uniti o la Cina, che rivestono un’importanza partico- lare per l’economia svizzera. Nel quadro delle nuove direttive in materia di attuazione, a metà luglio 2023 l’OCSE ha introdotto delle deroghe per gli Stati che intendevano attuare l’UTPR solo fra qualche anno («UTPR Safe Harbour»). Di conseguenza, oltre agli Stati Uniti, l’economia principale, anche Paesi economicamente importanti come l’India, la Cina e la maggior parte dei Paesi latinoamericani hanno presentato solo piani di attuazione vaghi o non ne hanno presentati affatto. La Nuova Zelanda, ad esempio, intenderebbe implementare il nuovo regime solo quando una «massa critica» di Stati vi avrà aderito. Alcuni concorrenti importanti, come Dubai o Singapore, avrebbero hanno fatto solo annunci vaghi o dichiarato direttamente che non attueranno la nuova regolamentazione prima del 2025.

Altre associazioni economiche come il GEM, Travail.Suisse e l’UCS si sono espresse a fa- vore, così come i Cantoni GE e GR, di un’entrata in vigore contemporanea a quella degli Stati membri dell’UE.

Anche l’ASA chiede che l’entrata in vigore avvenga in funzione degli sviluppi internazionali. Nell’interesse di un’attuazione favorevole per la piazza economica, sarebbe infatti necessario esaminare attentamente la data più opportuna per l’entrata in vigore delle diverse norme sull’imposizione minima. In tale ambito occorrerebbe esaminare i reali progressi nell’attua- zione della legislazione in Paesi economicamente rilevanti e nelle piazze economiche con- correnti della Svizzera. In ogni caso, bisognerebbe evitare che le diverse date di attuazione causino un notevole onere amministrativo aggiuntivo per i gruppi di imprese interessati. Per questo motivo l’ASA ritiene che se i principali Stati europei dovessero introdurre l’imposi- zione minima come previsto il 1° gennaio 2024 la Svizzera dovrebbe fare altrettanto.

OREF chiede che le disposizioni concernenti l’UTPR non vengano adottate oppure, se non vi fosse altra possibilità, che vengano adottate per ultime e il più tardi possibile. Se l’UTPR do- vesse essere introdotta, OREF raccomanda di recepire nel diritto svizzero la deroga prevista per i gruppi di imprese multinazionali nella fase iniziale.

Il professor Hongler dell’Università di San Gallo osserva che negli ultimi giorni e settimane è diventato sempre più evidente che la maggior parte dei Paesi non intende attuare le prescri- zioni modello («Model Rules») il 1° gennaio 2024. Finora, solo gli Stati membri dell’UE e altri singoli Paesi sembrerebbero attenersi al piano originario di introdurre l’IIR ed eventualmente anche un QDMTT il 1° gennaio 2024. A quanto pare, nessuno Stato prevedrebbe di attuare un’UTPR già a partire dal 1° gennaio 2024. Questo significa che l’attuazione integrale

dell’imposta minima globale a partire da tale data è ancora lontana.