Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine

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granturco senza glutine), il che presuppone che a livello nazionale siano disponibili le capacità di trasformazione corrispondenti.

Conclusione: un’interruzione delle importazioni di cereali deve essere compensata da scorte obbligatorie di cereali. Per coprire il fabbisogno nei livelli A e B dovrebbero essere stoccate 204 000 tonnellate di cereali di qualità minima usuale sul mercato. Dal punto di vista nutrizionale non è necessario specificare la composizione delle scorte obbligatorie; costituiscono un’eccezione il riso e il granturco, che sono ben tollerati dall’organismo. Per questi cereali vanno previste scorte obbligatorie complessive di 40 000 tonnellate per coprire il fabbisogno delle persone allergiche.

3.3. Oli e grassi commestibili, altri grassi

Le derrate alimentari che rientrano nella categoria degli oli e dei grassi commestibili vegetali forniscono il 14 per cento dell’apporto calorico complessivo22. Inoltre, una quantità rilevante di grassi è assunta attraverso altre categorie di prodotti, in particolare tramite altre derrate alimentari di origine vegetale (come il burro di cacao, considerato uno stimolante), che insieme agli oli e ai grassi commestibili vegetali rappresentano poco più del 50 per cento dell’apporto lipidico, nonché attraverso le derrate alimentari di origine animale (latte, carne e grassi animali)23.

La dipendenza dalle importazioni è molto elevata per gli oli e i grassi commestibili vegetali. A parte l’olio di colza e l’olio di girasole, il cui grado di autoapprovvigionamento ammonta rispettivamente a più dell’80 per cento e del 7 per cento24, tutti gli oli sono completamente importati. In caso di interruzione delle importazioni verrebbe a mancare quasi l’80 per cento dell’approvvigionamento di oli e grassi vegetali. Per compensare interamente questo deficit sarebbero necessarie nel livello A, in base alla strategia, circa 31 000 tonnellate.

Per quanto riguarda i grassi commestibili di origine animale, invece, il grado di autoapprovvigionamento è elevato. Un’interruzione delle importazioni avrebbe solo un impatto marginale. I grassi provenienti dai prodotti lattiero-caseari, ad esempio, rimarrebbero disponibili al 97 per cento. La diminuzione dei grassi di origine animale determinata dalla riduzione degli effettivi di suini e pollame dovrebbe, a causa della durata degli abbattimenti, incidere sul bilancio alimentare solo a partire dal livello B.

Pertanto, il ruolo degli oli e dei grassi commestibili vegetali può essere relativizzato anche per il livello B (approvvigionamento ridotto). Insieme agli oli vegetali prodotti in Svizzera, i prodotti lattiero-caseari e la carne permetterebbero, considerato il loro grande contributo all’apporto lipidico e l’elevato grado di

22 Statistische Erhebung und Schätzungen Ernährung (non disponibile in italiano), Agristat, 2017, media degli anni 2012–2016; dati relativi al consumo [TJ]

23 Statistische Erhebung und Schätzungen über Landwirtschaft und Ernährung (non disponibile in italiano), Agristat 2017, cap. 6, tab. 6.8 e 6.9.

24 Agristat, 2016, media degli anni 2010–2015