Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine

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La maggior parte delle derrate alimentari di base ha proprietà nutrizionali simili e può quindi essere sostituita per un determinato periodo di tempo senza effetti rilevanti in termini nutrizionali. Ciò non vale però per tutte le categorie di derrate di base. Ad esempio, gli oli e i grassi commestibili non possono essere completamente sostituiti a lungo termine perché altrimenti verrebbero a mancare macro e micronutrienti essenziali. Sono state quindi esaminate le restrizioni per un’eventuale sostituzione di diverse categorie di alimenti.

Per la valutazione della sostituibilità prevalgono le considerazioni di tipo nutrizionale. Tuttavia, dato che una forte concentrazione su un numero limitato di prodotti comporta diversi problemi (ad es. frequenza di rotazione, finanziabilità, accettazione da parte del mercato in caso di crisi), oltre al criterio della sostituibilità va presa in considerazione anche la necessità di garantire una diversificazione – seppur minima – delle scorte obbligatorie.

In caso di grave penuria, le derrate alimentari provenienti dalle scorte obbligatorie devono completare la produzione interna19 per almeno 12 mesi.

Le scorte diminuiscono più rapidamente nei primi tre mesi, in particolare per il fatto che, all’inizio di una situazione di grave penuria, nel settore agroalimentare occorre procedere a numerosi adeguamenti per ridurre il livello di approvvigionamento (cfr. fig. 3).

Sono inoltre stati stimati in maniera approssimativa i volumi delle scorte libere di derrate alimentari che sarebbero disponibili, in aggiunta alle scorte obbligatorie, in caso di improvviso problema di approvvigionamento. Tali volumi non sono tuttavia stati presi in considerazione nel calcolo a causa dell’incertezza riguardo al momento in cui si verificherà una grave penuria e delle fluttuazioni a cui sottostanno le scorte libere durante l’anno. Queste scorte possono essere molto basse nel periodo precedente al raccolto e quindi la loro inclusione nel calcolo potrebbe portare a valori sovrastimati.

3.2. Cereali e patate

Il contributo dei cereali e delle patate all’apporto calorico complessivo è pari al 23 per cento20. Entrambi forniscono all’organismo soprattutto carboidrati complessi. In questo senso sono pertanto considerati insieme. Inoltre, a seconda del grado di macinazione dei cereali, forniscono proteine, vitamine e fibre alimentari. Complessivamente, circa la metà dei cereali consumati in Svizzera proviene dalla produzione interna, anche se vi sono notevoli differenze a seconda della varietà di cereale.

Un’interruzione delle importazioni di cereali e patate porterebbe a un deficit calorico del 10 per cento rispetto al totale dell’energia alimentare attualmente consumata (6% in caso di consumo ridotto). Ciò modificherebbe negativamente la

19 Riferimento: Ø2012–2016

20 Statistische Erhebung und Schätzungen über Landwirtschaft und Ernährung (non disponibile in italiano), Agristat, 2017, cap. 6, media degli anni 2012–2016