Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine

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si tratta di un prezzo teorico fissato dallo Stato per le materie prime importate, solitamente superiore a quello del mercato mondiale, al fine di proteggere i produttori nazionali di cereali. Il prezzo soglia corrisponde al prezzo teorico dedotte le spese di trasporto all’interno del Paese, mentre il dazio si ottiene dalla differenza fra il prezzo soglia e il prezzo sul mercato mondiale, variabile. Il dazio è quindi soggetto a fluttuazioni. Nel quadro degli impegni internazionali, l’imposizione doganale (dazi e contributi al fondo di garanzia) prevede un tetto massimo; ciò può significare che, se il prezzo sul mercato mondiale supera il prezzo soglia, non è più possibile prelevare contributi per il fondo di garanzia.

Fra le merci importate per le quali devono essere costituite scorte obbligatorie, quelle più significative dal punto di vista della quantità sono la farina di soia e i cereali da foraggio. Per la farina di soia, già da anni non è più possibile prelevare il contributo al fondo di garanzia dato che il prezzo franco dogana svizzera supera il prezzo d’importazione auspicato. Il fondo di garanzia per i cereali è dunque alimentato in misura preponderante dai contributi sui cereali da foraggio. Nel frattempo, l’aumento dei prezzi sui mercati agricoli internazionali a seguito della guerra in Ucraina ha portato a zero l’imposizione doganale per i cereali da foraggio. Non si sa ancora in che misura l’evoluzione dei prezzi sul mercato mondiale consentirà di coprire i costi delle scorte obbligatorie con il prelievo di contributi per i fondi di garanzia nell’importazione dei cereali.

Se i costi delle scorte obbligatorie non possono più essere coperti con i mezzi finanziari dei fondi di garanzia, in base al diritto vigente spetta alla Confederazione assumere i costi direttamente, almeno in parte. Nel 2021 i costi relativi alle indennità per le spese di deposito nel settore delle derrate alimentari e degli alimenti per animali e i costi relativi all’organizzazione (di diritto privato) Réservesuisse sono ammontati a 45,5 milioni di franchi. Con l’aumento proposto, le voci di costo appena menzionate supereranno i 62 milioni.

La stima dei costi si basa sui calcoli effettuati per l’adeguamento dei volumi delle scorte. L’ordinanza verrà regolarmente aggiornata in base al consumo nazionale e i costi varieranno di conseguenza.

La modifica prevista nella costituzione delle scorte nel settore dell’alimentazione può essere attuata con le attuali risorse di personale dell’UFAE. Il progetto non ha dunque alcuna ripercussione per la Confederazione sul piano del personale.

5.2. Ripercussioni per i Cantoni

Il progetto non ha alcuna ripercussione diretta per i Cantoni.

5.3. Ripercussioni sull’economia

In seguito al previsto aumento delle scorte obbligatorie le imprese toccate dalla misura dovranno ampliare i propri depositi e creare nuove capacità di immagazzinamento. Dalle prime stime, si prevede un fabbisogno d’investimento di 245 milioni di franchi. L’investimento verrebbe rimborsato con le indennità per le spese di deposito. Un’altra sfida è la rotazione delle scorte supplementari, in