Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine

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Se l’aumento del volume delle scorte proposto dovesse essere ridotto in maniera notevole o addirittura annullato prima della fine dell’ammortamento, gli investimenti fatti ad hoc e i costi di ristrutturazione sostenuti dalle imprese non sarebbero più completamente coperti. Se e fino a che punto questi investimenti possano essere garantiti, è una questione che deve rimanere aperta. La Fig. 11 mostra la stima delle spese per un periodo di 33 anni.

Fig. 11: Spese supplementari relative all’aumento delle scorte proposto Spesa in mio. CHF

Indennità supplementare per le spese di deposito per 33 anni 561,0 (33 x CHF 17,0 mio.) senza eventuali investimenti da

considerare per la ristrutturazione

Spesa per l’aumento delle scorte in mio. CHF 84,4 (ammortamento)

Investimenti necessari per le nuove infrastrutture 245,0 (compensati tramite le indennità per le spese di deposito, ev.

rilevante per un’indennità proporzionale degli investimenti non

più necessari in caso di liquidazione anticipata delle scorte

obbligatorie e di soppressione del versamento delle indennità

per le spese di deposito)

5. Ripercussioni

5.1. Ripercussioni per la Confederazione

In caso di grave penuria la Confederazione avrebbe scorte supplementari di derrate alimentari e alimenti per animali, che potrebbe liberare per la popolazione e il settore agricolo. In questo modo la Confederazione avrebbe un maggiore margine di manovra in caso di penuria grave e prolungata.

L’aumento delle scorte obbligatorie dovrebbe richiedere una decina d’anni, ovvero il tempo necessario alla costruzione delle nuove infrastrutture. Aumentare le scorte obbligatorie nella quantità auspicata presuppone quindi un impegno a lungo termine della Confederazione.

Si prevede un investimento di 245 milioni di franchi per le infrastrutture di stoccaggio supplementari.

L’aumento delle scorte costerebbe, secondo le stime attuali, circa 84 milioni di franchi e comporterebbe costi supplementari annui ricorrenti di almeno 17 milioni di franchi quale indennità per le spese di deposito e i costi di capitale. I fondi di garanzia amministrati da Réservesuisse dovranno dunque percepire maggiori contributi al momento dell’importazione delle merci per le quali vige l’obbligo di costituire scorte, a scapito delle entrate doganali della Confederazione.

Per l’importazione di cereali da foraggio come grano tenero, granturco, fave di soia e piselli, così come per quella di grassi e oli, si applica il sistema del prezzo soglia: