Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/16: Modifica dell’ordinanza del DEFR concernente la costituzione di scorte obbligatorie di derrate alimentari e alimenti per animali · 40 pagine

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2. Situazione iniziale

2.1. Nuova strategia dell’AEP per l’alimentazione

L’ultima revisione completa della strategia sulla costituzione di scorte obbligatorie risale al 2003. Le grandi linee della strategia sono state mantenute invariate fino al 2014. Nel 2015, nel rapporto sulla costituzione di scorte obbligatorie, l’AEP ha indicato che, a causa della rapida evoluzione del contesto nel settore delle derrate alimentari e dei mezzi di produzione agricoli, le scorte obbligatorie avrebbero dovuto essere riviste sulla base di una nuova strategia.

Nel 2017 l’AEP ha svolto un’analisi completa dei rischi, da cui è emerso che dal 2003 le catene del valore sono diventate più complesse e i rischi maggiormente diversificati. La combinazione di queste due tendenze potrebbe avere un impatto sempre più negativo sull’approvvigionamento o addirittura portare a una situazione di grave penuria.

Nel 2018 l’AEP ha adottato una nuova strategia per garantire l’approvvigionamento di derrate alimentari10 in situazioni di grave penuria. La strategia prevede in particolare che il periodo preso in considerazione venga esteso da tre mesi alla durata del periodo vegetativo (massimo 12 mesi). Si tratta del periodo necessario fino alla maturazione del nuovo raccolto, nel caso in cui un raccolto sia in gran parte o completamente compromesso a causa ad esempio della siccità o delle forti precipitazioni.

Inoltre, bisogna tenere conto dei cambiamenti a livello di condizioni interne. La resa è stata aumentata grazie ai progressi compiuti nell’allevamento e nelle tecniche di coltivazione; tuttavia, negli ultimi decenni vi è stata una costante crescita demografica mentre la superficie dedicata alla produzione alimentare ha continuato a diminuire. Tra il 1985 e il 2009 sono andati persi circa 85 000 ettari di superficie agricola utile e di superficie d’estivazione. La Svizzera rientra pertanto fra i Paesi europei con una delle più basse superfici coltive per abitante e con uno dei più elevati aumenti demografici.

Considerando tutti i generi alimentari, nel 2020 il grado di autoapprovvigionamento lordo si è attestato al 56 per cento. Dedotte le importazioni di alimenti per animali risulta in media un grado di autoapprovvigionamento netto del 49 per cento. Prosegue il lieve calo degli anni precedenti. Questa tendenza negativa è riconducibile soprattutto al fatto che la popolazione è cresciuta più velocemente rispetto alla produzione alimentare. La popolazione residente permanente è aumentata di un quinto circa negli ultimi vent’anni. Questa crescita ha comportato un costante incremento del consumo totale di derrate alimentari11.

Parallelamente, negli anni è cambiato anche il comportamento delle imprese e dei consumatori. Mentre in passato erano soprattutto i prodotti grezzi a essere

10 Strategische Ausrichtung der wirtschaftlichen Landesversorgung, BWL, 2018 (non disponibile in italiano).

11 Rapporto agricolo 2022 - Grado di autoapprovvigionamento