Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/20: Diritto d’esecuzione concernente la legge federale sulla promozione della formazione in cure infermieristiche ed entrata in vigore definitiva della legge sulle professioni sanitarie (attuazione della 1ª tappa dell’iniziativa sulle cure infermieristiche) · 71 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sul diritto di esecuzione per l’attuazione della 1ª tappa dell’iniziativa sulle cure
infermieristiche
prescrizione medica devono avere la precedenza rispetto alle altre. Inoltre, prevede che la scelta del personale infermieristico o dell’organizzazione che impiega infermieri potrà essere limitata da nuove soluzioni assicurative. Per gli studi medici che impiegano personale infermieristico, propone che le prestazioni molto semplici (p. es. medicazione di una ferita da taglio) possano essere fornite da quest’ultimo ed essere fatturate a una tariffa inferiore rispetto a quella applicata se ad occuparsene fosse stato il medico.
L’articolo 36 capoverso 3 LAMal sancisce che le organizzazioni che impiegano infermieri devono disporre di un mandato di prestazioni cantonale. Tuttavia, l’articolo 13 capoverso 3 della legge federale sulla promozione della formazione in cure infermieristiche limita la durata di questo obbligo a 8 anni. Groupe Mutuel chiede perché il sistema dei mandati di prestazioni cantonali sia limitato nel tempo in questo modo e quale sarà il disciplinamento applicabile a partire dal nono anno.
mfe e PIP accolgono con favore l’avamprogetto e la possibilità data agli infermieri di fatturare direttamente all’AOMS alcune prestazioni di cura che possono fornire sotto la propria responsabilità. Conformemente all’approccio interprofessionale, i professionisti della salute devono potere lavorare in modo indipendente, ossia senza prescrizione medica e sotto la propria responsabilità nel loro settore di competenza. Le competenze e i limiti devono essere definiti in modo chiaro.
Questa nuova competenza conferita ai professionisti delle cure infermieristiche contribuisce a una ripartizione più efficiente delle risorse e permette anche di sgravare i medici di famiglia e i pediatri da alcuni compiti di cura e coordinamento, consentendo loro di concentrarsi sulle loro competenze specifiche. In questo contesto, per mfe è incomprensibile che la valutazione dei bisogni effettuata da un infermiere sotto la propria responsabilità possa essere ripetuta una sola volta trascorsi 9 mesi dalla prima. Ciò significa che, al massimo dopo 18 mesi, si dovrà consultare il medico curante e un eventuale proseguimento della terapia richiederà una prescrizione o un mandato medico anche per le prestazioni di valutazione, consigli, coordinamento e cure di base. Questa disposizione è in contrasto con l’approccio interprofessionale secondo cui ogni professionista deve poter lavorare in modo autonomo nel suo settore di competenza. Con questo articolo, infatti, il medico mantiene la sovranità sul settore delle cure infermieristiche, che in questo senso risulta autonomo solo superficialmente.
mfe e PIP sono molto critici nei confronti del prospettato conferimento ai Cantoni della facoltà di limitare le autorizzazioni rilasciate agli infermieri e alle organizzazioni Spitex. Un disciplinamento analogo, che non ha mancato di sollevare enormi difficoltà, è stato recentemente introdotto per i medici. In effetti, i metodi utilizzati per calcolare il tasso di copertura producono risultati che non corrispondono alla realtà del territorio, come mostra per esempio la difficoltà a trovare un medico curante che, per chi abita in alcune regioni, può essere estrema. Non da ultimo, la limitazione del diritto a esercitare a carico dell’AOMS riduce l’interesse e la motivazione degli studenti e dei giovani professionisti della salute a proseguire gli studi o a esercitare, con il rischio di aggravare la carenza di personale infermieristico e la nostra dipendenza dall’estero per fornire le cure di base alla popolazione.
pharmaSuisse chiede che il DFI definisca le prestazioni, in particolare quelle di coordinamento. Il coordinamento, infatti, è un elemento essenziale del lavoro interprofessionale e pertanto le relative prestazioni dovrebbero essere definite anche per gli altri professionisti della salute (infermieri, farmacisti, medici ecc.), soprattutto in vista dello sviluppo della collaborazione interprofessionale indispensabile per migliorare l’efficienza dell’assistenza sanitaria. Oltre al coordinamento del medico curante con il personale infermieristico, il Consiglio federale dovrebbe disciplinare anche il coordinamento con gli altri professionisti della salute coinvolti nell’assistenza ai pazienti, incluso il farmacista. In questo contesto, va considerata anche la rimunerazione di tutti i medici e i professionisti della salute coinvolti.
Secondo santésuisse, il fabbisogno di personale infermieristico e di organizzazioni di cure e d’aiuto a domicilio deve essere determinato con un metodo uniforme a livello nazionale, analogo a quello utilizzato per stabilire il numero massimo di medici nel settore ambulatoriale. In questo modo, i Cantoni potrebbero adeguare al fabbisogno comprovato il numero di auto-