Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)
DVF CH ha l’impressione che la voce degli ambienti scientifici debba passare in secondo piano e non lo ritiene opportuno. È inoltre del parere che i problemi dovrebbero essere risolti tramite un migliore coordinamento.
GF CH suggerisce di prevedere nella legge una piattaforma per lo scambio su problematiche, modi di procedere e approcci promettenti nella gestione dei bisogni psicosociali.
H+ constata che negli articoli 54 e 55 sono state apportate solo modifiche di poco conto che, in ultima analisi, non chiariscono i ruoli e le responsabilità dei dipartimenti e degli uffici dell’Amministrazione e generano un’incertezza ancora maggiore di quella che ha regnato finora. Secondo questo attore, quindi, uno dei problemi principali della pandemia, ovvero l’assenza di una definizione dei ruoli specifici della Confederazione, dei Cantoni e degli uffici, non viene risolto.
Per LV non è chiaro per quale ragione il settore della mobilità globale figuri accanto alla lotta alle zoonosi.
Art. 55 Organizzazione di crisi
Il Consiglio federale dispone di un’organizzazione di crisi nel caso di eventi che possono comportare un particolare pericolo per la salute pubblica nonché per far fronte a una situazione particolare o straordinaria.
GDK, AG, AI, BE, BL, BS, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, SZ, TG, TI, UR, VD,
VS, ZG e VKS auspicano che l’organizzazione di crisi preveda il coinvolgimento dei Cantoni e che questi vengano presi adeguatamente in considerazione. GDK, AG, AI, BE, BL, BS, FR, GE, GL, GR,
JU, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, TG, TI, UR, VD, ZG, VKS nonché Swissuniversities chiedono
che, oltre ai Cantoni, vengano integrati nell’organizzazione di crisi anche gli ambienti scientifici, in modo da garantire la fondatezza di eventuali provvedimenti; l’articolo 55 andrebbe quindi adeguato di conseguenza.
In merito all’organizzazione di crisi della Confederazione, AG, AR, LU, SG, VSKT nonché BAV, BLAV, GSASA, PharmaSuisse, PH CH, pro-salute ch, SDV, SGSH, Sphf, SSI, SVPh, USB e USZ intravedono ancora aspetti poco chiari. AG, AR, LU, SG, VSKT nonché BAV, BLAV, GSASA, PharmaSuisse, pro-salute ch, SDV, Sphf e SVPh ritengono che sia necessario indicare nella legge quali settori devono essere rappresentati nell’organizzazione di crisi. BAV, BLAV, GSASA, PharmaSuisse, SDV, Sphf e SVPh auspicano inoltre che ne vengano fissate le competenze. SGSH, SSI, USB e USZ chiedono che siano sanciti anche i principi su cui si fonda questa organizzazione. PH CH e pro-salute ch sono del parere che l’articolo 55 sia formulato in modo troppo generico e che bisognerebbe definire con maggiore precisione le caratteristiche dell’organizzazione di crisi della Confederazione. Per pro-salute ch si dovrebbe anche stabilire in che modo tale organizzazione collabora con altri organi.
GDK, AG, AI, BE, BL, BS, FR, GR, JU, NW, OW, SG, TG, UR e VD osservano che le discussioni in
merito alla struttura della futura organizzazione di crisi della Confederazione andrebbero condotte in stretta collaborazione con i Cantoni e non attraverso la presente procedura di consultazione. Questi attori chiedono pertanto lo stralcio del primo paragrafo del rapporto esplicativo inerente all’articolo 55, dato che il suo contenuto non riguarda direttamente la procedura di consultazione sulla LEp.
ALETHEIA è dell’opinione che vada assolutamente evitata la costituzione di un gruppo come la task force istituita nel contesto della pandemia di COVID-19. BFS chiede che le autorità cantonali e i principali portatori d’interessi siano inclusi nella composizione degli organi e coinvolti nella definizione dei compiti; a suo parere andrebbero inoltre fissate in modo dettagliato le strutture di tali organi. LB approva l’articolo solo a condizione che vengano definite, sulla base di indicatori chiari, la situazione particolare e la situazione straordinaria; altrimenti andrebbe stralciata l’ultima parte. LIBERTÉ considera troppo vago il termine «organizzazione di crisi» ed esige lo stralcio dell’articolo. MV chiede che sia mantenuto il disciplinamento attuale. N.I.E. ritiene importante che l’organizzazione di crisi sia indipendente e aperta al confronto.