Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)
tenere conto del fatto che il personale fosse esposto al rischio in ambito professionale, a volte anche con provvedimenti di protezione insufficienti. Anche i familiari di persone appartenenti ad altri gruppi professionali erano interessati da questa situazione. Pertanto, tale malattia andrebbe riconosciuta come malattia professionale.
AIG, Economiesuisse e SVV chiedono che le infrastrutture di rilevanza nazionale importanti ai fini dell’approvvigionamento siano disciplinate dalla Confederazione anche in tempi di crisi e non siano gestite da regolamenti cantonali speciali. SO è del parere che la prescrizione del capoverso 2 non debba essere potestativa. IFF è dell’avviso che la formulazione potestativa celi il fatto che il Consiglio federale in una situazione particolare non si assume soltanto competenze, ma anche responsabilità. SDV ritiene importante che il Consiglio federale agisca con provvedimenti unitari a livello nazionale.
AR, FR e TG chiedono che la formulazione «Cantoni» sia cambiata in «Governo cantonale». Anche AG è dell’opinione che il coinvolgimento dei Cantoni dovrebbe avvenire attraverso i Consiglieri di Stato e non attraverso le conferenze dei direttori cantonali. GR auspica che, quando possibile, i Cantoni vengano sentiti attraverso i Governi cantonali. ZG chiede il diritto di audizione per i Governi cantonali.
SBK e SVBG ritengono che le infermiere debbano essere citate esplicitamente. NEK lamenta il fatto che nell’articolo, insieme al personale sanitario, non vengano citati gli specialisti di altre discipline. SDV chiede di citare i droghieri.
NEK nonché SGBE e Uni GE chiedono se sia previsto un meccanismo per la gestione centrale o lo scambio di informazioni sulle risorse limitate.
FS, HelvEthica e VRMS criticano il fatto che la medicina complementare venga ignorata.
AG ritiene importante che in una situazione particolare il Consiglio federale assuma un ruolo di guida e di coordinamento più incisivo e possa ordinare provvedimenti adeguati coinvolgendo i Cantoni e le commissioni parlamentari competenti. ARTISET sottolinea che in una situazione epidemica o pandemica è necessario considerare le capacità e le risorse di personale dell’assistenza sanitaria in un’ottica nazionale e unitaria.
GL e SG chiedono che nel capoverso 2 sia previsto che la Confederazione si limiti in un primo momento a ordinare provvedimenti nazionali.
ZG e ZH sono del parere che anche i veterinari dovrebbero essere sottoposti all’obbligo di cui alla lettera b.
NEK chiede che siano sentite anche le commissioni extraparlamentari. MCID concorda sul coinvolgimento delle commissioni parlamentari.
Economiesuisse e SVV accolgono con favore il capoverso 1 lettere a e b.
SAMW teme che i provvedimenti delle autorità possano portare alla stigmatizzazione/discriminazione di determinati gruppi di popolazione, incluso il personale sanitario. È del parere che, laddove possibile, non si dovrebbe fare alcuna distinzione tra la popolazione generale e, per esempio, il personale sanitario. SGI è dell’opinione che l’introduzione di un obbligo vaccinale in situazioni straordinarie implichi il rischio di stigmatizzazione e discriminazione del personale sanitario.
SFF e SVBG sottolineano che è imperativo garantire la proporzionalità.
AR chiede che il capoverso 1 lettera b includa anche le istituzioni socio-sanitarie.
BL critica il fatto che nell’articolo 6c non siano stati inseriti la garanzia delle cure di base e un divieto di trattamenti elettivi a livello federale e che ciò sia delegato ai Cantoni o alle imprese. BL chiede che il tema dell’equivalenza fiscale sia disciplinato in modo coerente.
UDC si oppone di principio ai lockdown poiché ritiene che l’essenza della libertà economica debba sempre essere preservata.