Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 40Fedlex · Rapporto sui risultati

Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)

dichiarare le proprie osservazioni e chiedono quindi di adeguare in questo senso l’articolo 12 capoverso 1. Ritengono inoltre che bisognerebbe definire cosa si intende per «istituzioni del settore sanitario». Le esperienze maturate in occasione dell’epidemia di COVID-19 mostrano l’importanza di includere nel concetto anche le istituzioni medico-sociali. avsga, BAV, BLAV, GSASA, Pharma-Suisse, SDV, Sphf, SVPh e Uni GE chiedono che anche le drogherie, le farmacie e i laboratori di analisi siano inseriti nel capoverso 1 quali servizi sottoposti all’obbligo di dichiarazione, dato che lo sono stati in occasione dell’ultima pandemia.

GKD, AG, BE, BL, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, NW, OW, SG, SH, SO, TG, UR, VD, VS e VKS chiedono

che nell’articolo 12 capoverso 3 siano menzionati anche il settore dell’asilo e quello della formazione. GL auspica inoltre che l’obbligo di dichiarazione non valga unicamente per i natanti e gli aeromobili, ma anche per altri mezzi di trasporto, come gli autobus turistici o i treni. Anche TI propone di aggiungere i «torpedoni a lunga percorrenza» negli articoli 12 capoverso 3 e 12a capoverso 2.

AG, AR, BS, GE, LU, SO, ZH e VSKT propongono di sostituire l’espressione «medicina veterinaria» con il termine «veterinaria».

GDK, AI, BE, BL, FR, GL, GR, JU, OW, SG, SH, TG e LU auspicano che sia chiarita la questione sollevata da VSKT, che si chiede come si rapporterà il sistema nazionale d’informazione «Dichiarazioni delle malattie trasmissibili», previsto dall’articolo 60, con il sistema «InfoSM» dell’USAV.

EKSI nonché AHS, SBK, SGCH, SGTP e SVBG sono contrari, segnatamente per ragioni di sicurezza dei dati e di garanzia dell’anonimato delle persone interessate, all’inserimento nell’articolo di legge del numero AVS. AR e NE approvano invece l’inclusione del numero AVS nell’obbligo di dichiarazione, in quanto permette di raggruppare con sicurezza tutte le dichiarazioni riconducibili a una determinata persona. NEK e Uni GE sottolineano che il numero AVS non permette di registrare tutte le osservazioni, dato che molti bambini e adolescenti non lo possiedono; per tale motivo chiedono che venga per lo meno menzionata la necessità di ricorrere anche ad altri sistemi (p. es. SwissID). FAMH segnala che attualmente ai laboratori di norma non viene fornito il numero AVS al momento dell’attribuzione del mandato di analisi; richiedere questo dato in un secondo tempo, nell’ottica della dichiarazione, comporterebbe per i laboratori oneri amministrativi notevoli e per tale ragione andrebbero create basi normative appropriate che obblighino i medici a fornire il numero AVS, insieme agli altri dati del paziente, al momento dell’attribuzione di mandati di analisi microbiologiche. H+ e GSASA ritengono che l’impiego del numero AVS quale identificatore personale univoco vada disciplinato nel quadro del programma di promozione DigiSanté e in occasione del dibattito sull’identità elettronica (Id-e). PINK CROSS è dell’opinione che la dichiarazione a tappeto del numero AVS e la conseguente identificazione univoca delle persone interessate sia in molti casi altamente problematica. A parere di questa organizzazione vanno utilizzati principalmente dati anonimizzati, mentre quelli che permettono di identificare le persone dovrebbero essere dichiarati solo in determinate situazioni. Privatim sottolinea che l’accesso alle banche dati contenenti il numero AVS richiede l’adozione delle misure tecniche e organizzative di cui all’articolo 153d della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS). Swiss TPH dubita che il ricorso al numero AVS rappresenti l’approccio migliore per introdurre un codice di identificazione unico e raccomanda di sviluppare, nel quadro di un sistema di dichiarazione migliorato e integrato, un codice personale anonimizzato che permetta di identificare in modo univoco le persone interessate.

SGSH, SSI, USB e USZ auspicano che la Confederazione e i Cantoni siano tenuti a creare sistemi il più possibile efficienti per l’effettuazione delle dichiarazioni e a fornire assistenza personale alle istituzioni nell’effettuazione/attuazione delle dichiarazioni, in particolare nei momenti di sovraccarico. USB aggiunge che bisognerebbe eventualmente specificare che le persone e i servizi sottoposti all’obbligo di dichiarazione sono liberati dai rispettivi obblighi del segreto (in particolare dal segreto professionale e dal segreto d’ufficio).

ALETHEIA respinge l’articolo poiché l’espressione «sospette contagiate» permette di sorvegliare e identificare chiunque. FPTH non lo condivide in quanto implica la perdita della sfera privata, nonché