Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)
dell’integrità umana, fisica, psichica e giuridica delle persone. LIBERTÉ lo rifiuta poiché ritiene che violi la protezione della sfera privata e che la Svizzera, al fine di mantenere la propria indipendenza e sovranità, non debba sottoscrivere alcun accordo internazionale. AZ, MFR e Réinfo Santé respingono in ogni caso l’articolo 12, dato che non è più focalizzato sulle malattie, ma sull’identificazione delle persone e sull’accesso alla sfera intima. BFS e LB chiedono lo stralcio delle espressioni «sospette malate» e «sospette contagiate» dall’intera LEp. vbfn critica la sorveglianza prevista dall’articolo 12 dato che, a suo parere, questa modifica apre la porta a intrusioni di ogni genere.
SG chiede che negli articoli 12 e 12a sia specificato che le dichiarazioni vanno fatte pervenire contestualmente alle autorità cantonali e all’UFSP, i quali devono coordinarsi tra loro in caso di necessità. VERDI sottolinea l’importanza del fatto che le autorità sanitarie dispongano il prima possibile dei dati necessari, al fine di localizzare i focolai di infezione e circoscrivere i contagi già a livello locale, evitando così una diffusione su larga scala. EKIF aggiunge che i dati di sorveglianza devono essere analizzati velocemente ed essere messi a disposizione in forma appropriata il più rapidamente possibile, tra l’altro per consentire a EKIF e all’UFSP di formulare raccomandazioni di vaccinazione o, in caso di evoluzione della situazione epidemiologica, di adeguare tempestivamente quelle in essere. AHS sottolinea che una base di dati migliorata permetterebbe alle autorità sanitarie di reagire in modo rapido e preciso ai cambiamenti di tendenza, un aspetto di notevole importanza nella lotta contro le epidemie.
ABBV, Economiesuisse, GRIP, Interpharma e SVV considerano opportuni questi provvedimenti nell’ottica dell’attuazione di DigiSanté. A loro parere, per la riuscita dell’attuazione sono cruciali il coinvolgimento dei portatori d’interessi e la garanzia dell’interoperabilità dei sistemi e degli standard di dati. SGTP condivide questa opinione e sottolinea l’importanza del principio once only (dichiarazione unica dei dati).
Aerosuisse, Economiesuisse e SVV chiedono lo stralcio senza sostituzione dal capoverso 3 dell’aggiunta «…nonché per i conduttori di natati e i piloti di aeromobili», dato che impone a queste persone compiti che non sono in grado di svolgere sulla base della loro formazione e delle loro qualifiche. Aerosuisse precisa che quindi diventerebbe caduco anche il passaggio del successivo articolo 12a in cui è precisato che i piloti di aeromobili devono indirizzare le loro dichiarazioni all’esercente dell’aeroporto competente. TG esige invece che nell’articolo 12 capoverso 3, tra i servizi soggetti all’obbligo di dichiarazione, siano inseriti anche gli esercenti degli aeroporti.
NEK nonché SGBE e Uni GE chiedono che il capoverso 5 (cpv. 6 del diritto vigente) resti invariato.
Intergenerika, scin e SVDI affermano che il sistema di dichiarazione deve essere digitale e che va integrato in DigiSanté.
GE e AIG ritengono incompleto il combinato disposto degli articoli 12 e 12a, dato che il secondo obbliga i piloti di aeromobili a indirizzare le loro dichiarazioni agli esercenti degli aeroporti competenti, mentre il primo non prevede a carico di questi ultimi alcun obbligo di inoltro delle dichiarazioni ricevute. AIG considera inoltre più appropriato il testo del vigente articolo 12 capoverso 5, in quanto limita le dichiarazioni alle osservazioni che indicano «un pericolo per la salute pubblica». A suo parere, andrebbe poi precisata la procedura per la trasmissione delle informazioni alle autorità competenti.
SPHD e SSPH+ ritengono che la legge dovrebbe permettere di raccogliere informazioni anche sui risultati negativi delle analisi; propongono inoltre di prevedere nell’articolo 12 lettera c la possibilità di impiegare dati geografici per la sorveglianza della diffusione locale della malattia, tenendo in debito conto la protezione della sfera privata e il principio della minimizzazione dei dati. PTK è dell’opinione che, segnatamente per i centri di test e per altri servizi di test certificati, andrebbe precisato già nel capoverso 1 l’obbligo di dichiarazione dei risultati sia positivi sia negativi; nel capoverso 2 dovrebbe poi essere sottolineata la necessità di coordinamento tra laboratori e servizi di test in fatto di rilevamento dei dati.