Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)
capoverso 2 sarebbe opportuno inserire un collegamento a importanti banche dati dell’ECDC e dell’EFSA. Invece di nominarle nello specifico, ritiene che sarebbe meglio preferire una formulazione generica. Inoltre è del parere che non viene considerata l’importanza fondamentale della sorveglianza molecolare delle resistenze agli antibiotici.
SGSH, SSI, USB e USZ auspicano che in riferimento ai sistemi di sorveglianza vengano citate in modo esplicito non soltanto le malattie trasmissibili, ma anche gli agenti patogeni.
EFBS nonché IFIK, SGSH e SSI chiedono che nello specifico sia citata la sorveglianza delle resistenze agli antibiotici. Anche KomABC ritiene che nella revisione della LEp sia stato in gran parte dimenticato il monitoraggio delle resistenze agli antibiotici. IFIK e SGSH criticano il fatto che nel capoverso 2 sia menzionata solo la collaborazione con altri servizi federali e con i servizi cantonali competenti, ma non con i laboratori di riferimento e i centri di competenza citati altrove.
Swiss TPH sottolinea che tutti i sistemi di dati e di sorveglianza rilevanti devono essere interoperabili e, in una seconda fase, integrati, e che in questa ottica è importante il principio della dichiarazione unica (principio once only). Anche SAMW ritiene importante che i sistemi di sorveglianza siano interoperabili con i sistemi di dati generali. Inoltre, è del parere che sarebbero necessari sistemi di sorveglianza continui anche al di fuori di una situazione particolare, al fine di rilevare i sintomi sanitari che indicano la presenza di nuovi agenti patogeni quale allerta precoce. ISPM BE e MCID ritengono che la creazione di statistiche e analisi in collaborazione con gli istituti di ricerca sia una parte centrale della sorveglianza degli agenti patogeni e andrebbe pertanto citata esplicitamente. Il Centro guarda con favore al coinvolgimento di altre organizzazioni pubbliche e private come laboratori con un’esperienza rilevante nella lotta in una situazione di pericolo.
Intergenerika, scin e SVDI auspicano una precisazione del termine «altre strutture» nel capoverso 4, visto che non è chiaro cosa si intenda.
BE e SSK chiedono che sia precisato se in generale, nell’ambito dei procedimenti penali, i dati dei sistemi di sorveglianza possono essere ottenuti dalle autorità di perseguimento penale nell’ambito di una domanda di assistenza amministrativa (art. 43 segg., 194 e 195 CPP).
TI lamenta il fatto che il capoverso 1 sia fuorviante: non è (soltanto) l’UFSP a essere responsabile della sorveglianza delle malattie infettive, ma (anche) i medici cantonali. Il titolo dell’articolo parla di sistemi di sorveglianza, la cui attuazione è effettivamente di pertinenza della Confederazione.
ARTISET e Senesuisse chiedono che nel capoverso 4 siano specificati la forma della sorveglianza, le strutture e gli agenti patogeni, visto che attualmente sono definiti in modo poco chiaro e impreciso.
BL chiede che le informazioni vengano condivise in modo immediato con i Cantoni.
SZ osserva che il capoverso 3 riguarda l’obbligo dei gestori degli impianti di depurazione delle acque di scarico, degli ospedali e di altre istituzioni del settore sanitario, delle aziende detentrici di animali e dei macelli, nonché del traffico aereo di collaborare alla sorveglianza delle acque di scarico. Tuttavia, questi sono esclusi nel momento in cui, con il capoverso 4, è possibile obbligare altre strutture a collaborare alla sorveglianza di determinati agenti patogeni.
PLR sottolinea che la sorveglianza delle pandemie e delle epidemie è una sfida internazionale. È quindi del parere che, se ciò è nell’interesse della Svizzera, debbano essere previsti strumenti di coordinamento internazionale.
Secondo ARTISET, in riferimento all’obbligo di collaborare alla sorveglianza delle acque di scarico di cui al capoverso 3, è necessario formulare in modo più specifico cosa si intenda per collaborare. Ritiene inoltre che anche l’espressione «istituzioni pubbliche o private del settore sanitario» crei incertezze e debba essere definita con maggiore precisione.
EAWAG sottolinea che una sorveglianza conformemente al capoverso 3 è possibile anche al di fuori di una situazione epidemica, e ritiene che ciò sia fondamentale come base per sviluppare una