Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)

ISPM BE e MCID chiedono che i dati concernenti la sfera intima possano essere raccolti solo per le persone malate, contagiate o che espellono agenti patogeni, ma non per le persone sospette malate o sospette contagiate. Il capoverso dovrebbe quindi essere adeguato e distinguere i due gruppi di persone.

Per SBK e SVBG il significato del termine «osservazioni» utilizzato nel capoverso 5 non è chiaro e andrebbe definito con precisione; tale precisazione appare loro indispensabile anche per gli articoli successivi.

BL sottolinea che i dati possono essere rilevati solo se ciò è necessario ai fini della valutazione epidemiologica; secondo questo Cantone dovrebbero inoltre essere quantificati il fabbisogno di personale, i termini e i costi supplementari.

NE osserva che l’articolo 12 non include la dimensione «One Health» e i professionisti che dovrebbero dichiarare gli agenti responsabili delle zoonosi.

Aerosuisse esige lo stralcio dell’articolo 12 capoverso 2.

EAWAG ritiene che negli articoli 12, 15a e 60 sia importante chiarire in che misura l’obbligo di dichiarazione riguardi i laboratori partner e come esso possa essere organizzato. Ai fini di un tale reporting, reputa necessario informare i ricercatori in merito a «quali agenti patogeni sono sequenziati geneticamente in quale misura e per quali resistenze antimicrobiche»; in assenza di queste informazioni, i laboratori non potrebbero farsi carico della responsabilità di dichiarare i risultati delle analisi.

In relazione al capoverso 1 lettera c, IMM si chiede se una registrazione e una trasmissione di dati di questa portata per tutte le malattie infettive/infezioni soggette all’obbligo di dichiarazione sia giustificata. A suo parere, si dovrebbe procedere a una valutazione del rischio sulla base dell’agente patogeno in questione.

LV considera ingiustificati lo stralcio dell’espressione «concernenti le malattie trasmissibili» nella frase introduttiva del capoverso 1 e lo stralcio del capoverso 5, poiché in questo modo si estende in modo inammissibile l’ambito di applicazione della legge.

SAMW approva che in questa sede non venga posta in primo piano la protezione dei dati, ma che sia riconosciuta anche l’importanza delle informazioni riguardanti il domicilio (se non vi si può risalire tramite il numero AVS) o le comorbilità/l’immunodeficienza per la determinazione di particolari sensibilità.

SGTP rileva che il capoverso 3 non stabilisce come debba avvenire la dichiarazione, sottolineando che lo scambio automatico dei dati tra i diversi sistemi di dichiarazione (interoperabilità) è tuttavia decisivo.

SSO è del parere che, in caso di pandemia, ospedali, medici e istituzioni del settore sanitario non debbano essere gravati da ulteriori obblighi e ritiene che la dichiarazione debba rimanere facoltativa; anche i capoversi 3, 4 e 5 andrebbero formulati in modo non vincolante.

MV chiede che l’attuale disciplinamento dell’obbligo di dichiarazione sia sostituito da una regolamentazione su base facoltativa con indicazione delle competenze.

Art. 12a Destinatari delle dichiarazioni

1Le dichiarazioni di cui all’articolo 12 vanno inviate:

a. al sistema nazionale d’informazione «Dichiarazioni delle malattie trasmissibili» (art. 60);

b. per determinati agenti patogeni od osservazioni, direttamente all’autorità cantonale competente e all’UFSP.

2I conduttori di natanti e i piloti di aeromobili dichiarano le loro osservazioni all’esercente dell’impianto portuale competente rispettivamente all’esercente dell’aeroporto competente.

FR, GE, NE, SO, TG, ZH e VKS chiedono che nel capoverso 1 lettera b non si utilizzi l’espressione «autorità cantonale competente», ma che la si sostituisca con «medico cantonale».