Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/50: Revisione parziale della legge sulle epidemie · 179 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione sulla revisione parziale della legge sulle epidemie (LEp)

avsga, BAV, BLAV, GSASA, PharmaSuisse, Sphf e SVPh chiedono che gli attori interessati dall’attuazione vengano coinvolti in anticipo e che sia garantito un indennizzo a copertura dei costi e degli oneri. Inoltre, sono del parere che il sistema di sorveglianza dovrebbe essere valutato sulla base di criteri di qualità, e a tale proposito andrebbero definiti la vigilanza e le responsabilità per la valutazione e la qualità di tale sistema. Di conseguenza, dovrebbero essere aggiunti due nuovi articoli che disciplinano questi punti.

Secondo AG, AR, BS, ZH e VSKT, per alcune malattie potrebbe essere opportuna e importante l’analisi di animali o di sostanze animali. AG, BS e VSKT chiedono se sia sufficiente che le aziende detentrici di animali e i macelli siano obbligati «soltanto» a collaborare alla sorveglianza delle acque di scarico (cfr. cpv. 3). AG, AR, LU e VSKT sottolineano che l’espressione «aziende detentrici di animali» al capoverso 3 e l’espressione «altre strutture» al capoverso 4 escludono le detenzioni di animali da compagnia. ZH è del parere che le aziende detentrici di animali e i macelli debbano poter essere obbligati a collaborare.

H+, Swissnoso e USB sottolineano che il finanziamento dello sviluppo, della manutenzione e dell’utilizzo dei sistemi di sorveglianza deve essere a carico dello Stato e disciplinato esplicitamente. GRIP, SDV e VIPS chiedono che le eventuali spese derivanti dall’attuazione dei capoversi 3 e 4 siano indennizzate. BL sottolinea che nell’ambito dello sviluppo e dell’introduzione di nuovi sistemi IT che la Confederazione deve mettere a disposizione sono da aspettarsi costi diretti e indiretti per i Cantoni. Di conseguenza, ritengono che sarebbe necessario coinvolgere a fondo i Cantoni e i gruppi interessati nonché chiarire le responsabilità per le specifiche e i costi. VERDI fa presente al Consiglio federale che è necessario stanziare anche le risorse finanziarie necessarie per questi provvedimenti di sorveglianza. AIG è del parere che, se la Confederazione ordina la collaborazione di un’infrastruttura critica per un compito specifico, la legislazione debba prevedere l’assunzione dei costi causati da tali provvedimenti. Tale collaborazione non è coperta dalla concessione per i singoli aeroporti nazionali. In riferimento all’obbligo degli aeroporti di collaborare alla sorveglianza delle acque di scarico, Aerosuisse ritiene auspicabile chiarire chi si assume i costi di tale collaborazione. BK-SBK chiede che vengano chiariti i mezzi tecnici impiegati per la sorveglianza e le fonti di finanziamento per gli stessi. Secondo Economiesuisse e SVV si dovrebbe garantire che i costi derivanti dall’articolo 11 vengano pagati alle aziende interessate. SGSH considera auspicabile citare esplicitamente nel capoverso 4 il finanziamento dei sistemi di sorveglianza. FAMH chiede che il capoverso 4 si concluda con l’aggiunta «…se assolutamente necessario e stabilisce un rimborso degli oneri adeguato e basato sulle tariffe esistenti».

ALETHEIA, FPTH, LIBERTÉ e N.I.E. non sono d’accordo con l’articolo; la motivazione di FPTH è che esso viola la sovranità dello Stato. LIBERTÉ adduce come motivo il fatto che l’UFSP garantisce l’analisi e non la sorveglianza della diffusione delle malattie trasmissibili. Per ALETHEIA la sorveglianza degli antimicrobici è materia della LATer. KMUfamilie si esprime in modo critico sulla sorveglianza delle acque di scarico e sul suo finanziamento. LB chiede lo stralcio dell’articolo. MV chiede di mantenere la disposizione finora in vigore. Pro Schweiz critica il fatto che la base per la dichiarazione del diritto di emergenza sia stata ampliata a piacimento e che il Consiglio federale intenda arrogarsi la competenza per una sorveglianza permanente degli impianti di depurazione delle acque di scarico.

Il Centro nonché GSASA, H+, Swissnoso e USB accolgono in generale con favore il miglioramento dei sistemi per la sorveglianza e l’individuazione precoce delle malattie trasmissibili e la sorveglianza del consumo di antimicrobici. Secondo GSASA, H+, Swissnoso e USB, in questo contesto si dovrebbe fare il miglior uso possibile delle fonti di dati esistenti e della possibilità di digitalizzazione, in particolare in riferimento alla standardizzazione e all’automatizzazione. VD osserva che la formulazione al capoverso 2 non fornisce informazioni sul quadro in cui deve avvenire questo scambio di informazioni e sul tipo di dati che devono essere trasmessi. In riferimento al capoverso 1, ZG auspica la creazione di un algoritmo per l’interpretazione dei dati che includa anche la messa in allarme. Secondo il Cantone, l’obiettivo dovrebbe essere un sistema tecnico di allerta precoce che analizza i dati indipendentemente dalle singole opinioni e dalle opinioni degli esperti. IMM osserva che nel