Rapporto sui risultati

Consultazione 2023/92: Revisione totale dell’ordinanza sui prodotti fitosanitari e revisione dell’ordinanza sulle tasse dell’USAV · 49 pagine

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omologati in Svizzera pi˘ prodotti rispetto che in qualsiasi altro Paese dell’UE, vanificando gli sforzi fatti nel quadro del Piano d’azione sui prodotti fitosanitari. Viene messo in discussione anche l’esame dei documenti presentati previsto dal capoverso 2 lettera b, poichÈ non Ë chiaro come i servizi di valutazione possano giungere a questa conclusione senza aver eseguito un esame regolare. Il Cantone VS si associa alla critica secondo cui gli effetti e le conseguenze di questo articolo non siano concretamente esposti. Le condizioni per un’omologazione facilitata, specialmente le ´condizioni agronomiche, climatiche e ambientali comparabiliª, devono essere concretizzate, tenendo conto dell’affidabilit‡ del processo di omologazione e delle condizioni climatiche e ambientali. Agrarallianz, Associazione piccoli e medi contadini e PSS respingono l’articolo 45 poichÈ presumono che saranno presentate soprattutto domande di omologazione di pesticidi particolarmente nocivi per l’ambiente e per la salute, a danno della biodiversit‡.

4 Aqua, apisuisse, Aqua Viva, Medici per l’ambiente, Bioterra, Biovision Fondazione per lo sviluppo ecologico, BirdLife Svizzera, Energie Service Biel-Bienne, Donne professioniste dell’ambiente, Greenpeace Svizzera, Kantonaler Bienenz¸chterverein Schaffhausen, Amici della Natura Svizzera, Naturwaldstiftung, Pro Natura, Federazione svizzera di pesca, Fondazione Future 3, Fondazione Pusch, Stiftung zum Schutze unserer Flederm‰use in der Schweiz, Verband Bernischer Bienenz¸chtervereine, Verband Thurgauer Bienenz¸chtervereine, Verein Landwirtschaft mit Zukunft, Verein ohne Gift, Vision Landwirtschaft, Wasserversorgung der Stadt Z¸rich e WWF Svizzera pretendono lo stralcio dell’articolo 45. Temono che i richiedenti presentino domande di omologazione soprattutto per pesticidi altamente nocivi per l’ambiente e la salute, poichÈ questi ultimi spesso sono particolarmente efficaci contro gli organismi nocivi e pertanto si vendono molto bene. Non ritengono che accadrebbe un ´allineamentoª della procedura di omologazione a quella dell’UE, ma che sarebbero aggirate le usuali procedure e norme sulla protezione vigenti nell’UE, poichÈ da ogni Paese dell’UE con condizioni simili a quelle della Svizzera verrebbero ripresi anche i PF con gli standard ambientali pi˘ bassi e il pericolo maggiore per la salute umana. Queste organizzazioni, come pure Arbon Energie AG, Arbeitsgemeinschaft der Wasserwerke Bodensee-Rhein, PVL, Stadtwerke Winterthur e VSAG, criticano soprattutto il fatto che l’articolo 45 vanifichi le procedure e le possibilit‡ di protezione dell’ambiente e della salute applicabili nei singoli Stati membri dell’UE. La limitazione prevista nell’articolo 45 capoverso 2 lettera b Ë troppo debole, poichÈ sono previste soltanto restrizioni dell’omologazione. Le organizzazioni rammentano che, se i quattro Paesi confinanti fossero considerati Paesi con condizioni comparabili, potrebbero essere omologati senza esame PF contenenti circa 50 sostanze attive problematiche attualmente non ammesse in Svizzera, tra cui almeno dieci sostanze pesticide molto tossiche per gli esseri umani e molto dannose per le acque, la natura e la biodiversit‡. Esse ritengono che l’articolo 45 contraddica il principio di protezione sancito da numerose leggi federali. Inoltre, temono inquinamenti delle acque ancora pi˘ tossici rispetto agli attuali e danni al momento incalcolabili per le aziende di approvvigionamento idrico.

Queste organizzazioni, insieme ad Arbeitsgemeinschaft der Wasserwerke Bodensee-Rhein, Arbon Energie AG e Stadtwerke Winterthur, affermano anche che il prerequisito per un’omologazione semplificata, secondo cui nello Stato membro dell’UE in cui il prodotto in questione Ë stato omologato devono predominare condizioni agronomiche, climatiche e ambientali comparabili con la Svizzera, manca di specificit‡ e concretezza. Di conseguenza si allarga il margine di interpretazione e aumenta la pressione sui servizi di valutazione, senza che siano chiare le conseguenze di questa norma. EAWAG e VSAG dichiarano che la ripresa delle omologazioni dell’UE generi diversi problemi, per via sia dell’omologazione zonale nell’UE sia dell’alta probabilit‡ che tali omologazioni non siano basate sulle pi˘ recenti conoscenze scientifiche. Non sono convinte che quest’articolo faccia risparmiare lavoro alle autorit‡ di omologazione. Pertanto, auspicano che sia eliminato. Se dovesse essere mantenuto, sarebbe opportuno integrarlo con i due principi iscritti nell’OPF attuale: il rimando al principio di precauzione nella legge sulla protezione dell’ambiente e la considerazione delle pi˘ recenti conoscenze scientifiche.