Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/100: Pacchetto di ordinanze agricole 2025 · 85 pagine
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Ordinanza sull’allevamento di animali
La redditività delle organizzazioni di allevamento per la conservazione è molto bassa in particolare perché si occupano di razze che contano soltanto un ristretto numero di animali e di allevatori data la loro scarsa redditività. Una quota di fondi propri di almeno il 50 per cento non è quindi realistica e comporterebbe l’impossibilità di garantire la conservazione delle risorse zoogenetiche in Svizzera.
Le organizzazioni di allevamento possono infatti influenzare la loro sostenibilità economica, ad esempio esternalizzando le attività non direttamente collegate al programma zootecnico e concentrandosi solo sul programma zootecnico economicamente meno redditizio. Se si prende in considerazione solo la sostenibilità economica dei programmi zootecnici delle diverse organizzazioni di allevamento, le differenze non giustificano la graduazione degli aiuti finanziari. La quota di fondi propri di almeno il 20 per cento continua quindi a essere applicata indipendentemente dalla sostenibilità economica del programma zootecnico per tutte le organizzazioni di allevamento.
Un aumento delle tariffe applicate dalle organizzazioni di allevamento per le prestazioni fornite agli allevatori ad esse affiliati dovuto alla riduzione dei contributi federali comporterebbe un calo delle fenotipizzazioni e della solidarietà tra gli allevatori nel quadro del programma zootecnico. Ad esempio, le aziende dedite alla produzione di latte e carne senza animali da rimonta propri potrebbero vedersi costrette a rinunciare alla fenotipizzazione delle caratteristiche zootecniche per motivi economici. Ciò farebbe incrementare i costi della registrazione delle caratteristiche zootecniche nelle aziende di allevamento, cosicché le organizzazioni di allevamento potrebbero tagliare o smettere di fornire le prestazioni offerte perché non sarebbero più sostenibili. Ciò ridurrebbe altresì i progressi compiuti nell’ambito del programma zootecnico in questione e di conseguenza intaccherebbe l’efficacia degli aiuti finanziari. In entrambi i casi l’adempimento del compito di cui al punto a) sarebbe pregiudicato. La riduzione degli aiuti finanziari al 50 per cento per le misure zootecniche metterebbe fortemente a rischio il rilevamento delle caratteristiche zootecniche a livello generale e comporterebbe una segmentazione dei programmi zootecnici, con le «aziende di produzione» che rinuncerebbero alla registrazione delle caratteristiche zootecniche per motivi economici, lasciando questo compito esclusivamente alle «aziende di allevamento». Ciò, a sua volta, causerebbe un collasso dei programmi zootecnici. Nell’era della genomica (cioè la possibilità di risalire dalle prestazioni degli animali ai segmenti cromosomici), la registrazione delle caratteristiche zootecniche è fondamentale. A lungo termine la riduzione degli aiuti finanziari al 50 per cento comporterebbe l’abbandono dei programmi zootecnici nazionali. Per ragioni oggettive non è quindi possibile dar seguito alla raccomandazione del CDF di limitare l’aiuto finanziario massimo al 50 per cento dei costi totali computabili. In questo contesto, è interessante notare che la Confederazione sta compiendo grandi sforzi per consolidare i programmi nazionali di selezione vegetale in Svizzera, dopo che questi erano stati in gran parte abbandonati a causa della mancanza di sostegno (e quindi della mancanza di competitività). A fronte di tutto ciò, l’attuazione della raccomandazione del CDF di limitare gli aiuti finanziari al 50 per cento risulta ancora più incomprensibile.
Il rilevamento delle caratteristiche zootecniche è la base per la stima dei valori genetici e quindi il fulcro di un programma zootecnico. Tuttavia, il beneficio economico aziendale ad esso correlato è solitamente basso, tranne che per la stima dei valori genetici. Molte delle caratteristiche rilevate sono infatti già disponibili grazie alla crescente automazione e digitalizzazione dell’agricoltura. Nel comparto lattiero, ad esempio, i dati relativi alla produttività possono essere raccolti in gran parte tramite i sistemi di mungitura automatica. Ciò significa che gli allevatori sono meno disposti a pagare per questi dati (cioè a versare una quota di fondi propri). Considerati gli ingenti fondi propri che devono versare, gli allevatori valutano sempre più (criticamente) l’appartenenza a un’organizzazione di allevamento da un punto di vista economico aziendale.