Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/20: Ordinanza sulle misure tese a ridurre il prelievo di energia elettrica da parte degli impianti centralizzati di depurazione delle acque di scarico comunali · 15 pagine
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2.4 Altre organizzazioni
Nell’ambito della consultazione, hanno espresso il loro parere altre dieci organizzazioni delle cerchie interessate.
La Conferenza dei capi dei servizi per la protezione dell’ambiente della Svizzera (CCA), la Conferenza governativa per gli affari militari, la protezione civile e i pompieri (CG MPP), la Vereinigung Aargauischer Abwasserreinigungsanlagen (VARA), l’Associazione svizzera dei professionisti della protezione delle acque (VSA), l’Associazione delle aziende elettriche svizzere (AES) e l’Associazione Svizzera dell’Industria del Gas (ASIG) accolgono con favore l’ordinanza. LA VARA non ha espresso ulteriori pareri sul progetto.
Anche la Società svizzera dell’industria del gas e delle acque (SSIGA) è sostanzialmente favorevole al progetto in consultazione; chiede tuttavia che le misure di risparmio previste siano attuate tenendo sempre in considerazione la necessità di un approvvigionamento di acqua potabile sicuro e costante e senza compromettere in alcun momento l’approvvigionamento di acqua potabile.
La CG MPP, l’Associazione svizzera dei professionisti dell’ambiente (SVU|ASEP), Umweltfreisinnige St. Gallen (UFS) e il WWF Svizzera accolgono con favore una soluzione settoriale mirata piuttosto che applicare agli IDA centralizzati le misure di contingentamento e contingentamento immediato del consumo di energia elettrica in caso di penuria di elettricità. La SVU|ASEP prevede che gli IDA centralizzati non sarebbero più in grado di depurare le acque di scarico in conformità con le misure stabilite dall’ordinanza del 28 ottobre 1998 sulla protezione delle acque (OPAc)7. La conseguente contaminazione delle acque e delle risorse di acqua potabile potrebbe in seguito causare problemi igienici rischiosi per la salute. Inoltre, le persone residenti nei pressi degli IDA centralizzati potrebbero essere disturbate da eventuali odori eccessivi.
La CCA sostiene che il progetto di ordinanza fornisce un grande contributo in merito a una massima protezione delle acque in caso di contingentamento del consumo di energia elettrica. Nel contempo, grazie al progetto, anche gli IDA centralizzati possono contribuire alla sicurezza dell’approvvigionamento attuando misure di risparmio energetico mirate a seconda dal tasso di contingentamento. La CCA e la VSA ritengono che, nel progetto in consultazione, il rapporto tra risparmio energetico e protezione delle acque sia equilibrato. Per la CCA le disposizioni di quest’ultimo inglobano i punti centrali necessari per un’azione rapida, armonizzata e con un impatto ambientale proporzionato in caso di contingentamento.
La VSA accoglie con favore il fatto che le misure proposte non si applichino ai manufatti speciali (stazioni di pompaggio, percolatori a pioggia, ecc.) situati in un bacino imbrifero (rete di canalizzazione) di un IDA centralizzato, che non sono alimentati con energia elettrica dall’IDA centralizzato in questione o il cui prelievo di energia elettrica non è fatturato da quest’ultimo. Inoltre, stabilire misure specifiche in base al tasso di contingentamento rappresenta una soluzione pragmatica ed efficace. La VSA si dichiara favorevole all’elenco preciso e completo di disposizioni contenuto nell’OPAc dalle quali è possibile derogare durante il periodo di disattivazione degli impianti e in base al quale i Cantoni possono concedere singole deroghe al fine di non incorrere in un notevole peggioramento della qualità delle acque o nella violazione di accordi internazionali.
La SSIGA spiega che per le aziende svizzere di approvvigionamento idrico una penuria di energia elettrica e la disattivazione degli impianti di depurazione delle acque di scarico rappresentano un’ulteriore sfida, in aggiunta a quelle esistenti, in merito alla sicurezza e alla sostenibilità dell’approvvigionamento di acqua potabile, di acqua per uso industriale e per le riserve antincendio; ciò richiede una ponderazione degli interessi tra la sicurezza alimentare e la salute della popolazione da un lato, e il funzionamento di infrastrutture importanti, dall’altro. L’immissione di acque di scarico non trattate, anche solo temporaneo, può compromettere significativamente un approvvigionamento di acqua potabile sicuro per la salute, esponendo i cittadini a rischi sanitari. Dal punto di vista igienico, la
7 RS 814.201