Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/20: Ordinanza sulle misure tese a ridurre il prelievo di energia elettrica da parte degli impianti centralizzati di depurazione delle acque di scarico comunali · 15 pagine
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LA SVU|ASEP, l’UFS e il WWF Svizzera accolgono con favore il fatto che la disposizione di misure di risparmio energetico avvenga per fasi e che le misure con conseguenze dirette sull’ambiente vengano attuate solo in secondo momento. Ritengono però essenziale, tenuto conto degli attuali problemi di qualità delle acque causati dai microinquinanti, che le misure con conseguenze dirette sull’ambiente vengano adottate solo dopo aver raggiunto il massimo risparmio energetico possibile negli altri settori. A tal fine, presentano due proposte diverse per adeguare la soglia di applicazione (tasso di contingentamento) delle misure con conseguenze dirette sull’ambiente.
La SVU|ASEP propone di introdurre una distinzione all’articolo 2 dell’ordinanza fra la disattivazione degli impianti di eliminazione dei microinquinanti e quella degli impianti di filtraggio. È improbabile che la disattivazione temporanea degli impianti di eliminazione dei microinquinanti in caso di penuria di energia elettrica abbia ripercussioni irreversibili sulle acque. I Cantoni possono prevedere delle deroghe, in particolare per i tratti iniziali dei corsi d’acqua sensibili. Al contrario, la disattivazione temporanea degli impianti di filtraggio dovrebbe essere considerata solo come «ultimo ratio». Di conseguenza, quest’ultima, a differenza di quella degli impianti di eliminazione dei microinquinanti dovrebbe essere disposta dai Cantoni solo se la percentuale di risparmio energetico è notevolmente inferiore all’85 per cento del tasso di contingentamento.
L’UFS e il WWF Svizzera suggeriscono invece di abbassare la soglia di applicazione delle misure per la prima fase di cui all’articolo 2 a un tasso di contingentamento di almeno l’80 per cento o superiore, invece che dell’85 per cento o superiore. Le misure previste nella seconda fase sarebbero attuate a partire da un tasso di contingentamento inferiore all’80 per cento. Tale modifica riguarderebbe solo gli impianti di eliminazione dei microinquinanti e non gli impianti di filtraggio, la cui disattivazione, secondo l’UFS e il WWF Svizzera, dovrebbe proprio essere eliminata dall’ordinanza; molti filtri consumano con le relative pompe infatti meno energia rispetto a quella usata per l’eliminazione dei microinquinanti, anche se si tratta di impianti fondamentali per garantire elevate prestazioni di depurazione. L’UFS e WWF Svizzera chiedono perciò che gli impianti di filtraggio non vengano mai disattivati, così da garantire almeno le prestazioni meccaniche minime di depurazione.
Per quanto riguarda la possibilità dei Cantoni di concedere deroghe in singoli casi conformemente all’articolo 2 capoverso 3 la SVGW propone di aggiungere una disposizione secondo la quale le deroghe sarebbero possibili anche nei casi in cui le misure di cui all’articolo 2 potrebbero compromettere l’approvvigionamento di acqua potabile a valle di un IDA centralizzato. La SVGW sostiene inoltre che la disattivazione di un IDA centralizzato comporterebbe rischi igienici derivanti dall’inquinamento delle risorse idriche e degli impianti di approvvigionamento. Il consumo energetico previsto per fare in modo che i consumatori elimino l’inquinamento dell’acqua potabile, bollendola, sarebbe di gran lunga superiore a quello della disattivazione degli IDA centralizzati.
La SVU|ASEP chiede di aggiungere una disposizione volta a incoraggiare gli IDA centralizzati a immagazzinare il gas di depurazione. I Cantoni devono poter ordinare in singoli casi il riempimento dei serbatoti di gas nella zona di distribuzione dell’IDA centralizzato, a condizione che i suoi gruppi elettrogeni di emergenza siano in grado di funzionare per più di 50 ore. In caso di un contingentamento dell’energia elettrica, occorrerebbe puntare su un aumento temporaneo della produzione di elettricità, nei limiti delle possibilità tecniche. Parallelamente, si raccomanda di attuare misure volte a intensificare la produzione di gas di depurazione tramite la valorizzazione dei co-substrati. Queste misure, soprattutto l’immagazzinamento del gas di depurazione prodotto a livello locale, mirano a consentire una produzione propria di elettricità, sia, ad esempio, attraverso generatori dotati di motori o turbine a gas sia attraverso un maggiore utilizzo di impianti di cogenerazione.
Art.3
La SVU|ASEP, l’UFS e il WWF Svizzera faticano a comprendere le ragioni che impediscono di derogare le disposizioni dell’OIAt. Secondo l’articolo 2 capoverso 1 gli impianti per il trattamento dell’aria di scarico dovrebbero essere disattivati, tranne quando sono rilevanti per la sicurezza dei lavori degli IDA centralizzati ed evitano di causare disturbi alla popolazione (emissione di odori sgradevoli). Secondo la SVU|ASEP e l’UFS sarebbe scorretto dover rispettare le disposizioni dell’articolo 2 capoverso 5 lettera b OIAt da un lato ma violare allo stesso tempo disposizioni sulla qualità delle acque, molto importanti dal