Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/28: Attuazione e finanziamento dell’iniziativa per una 13esima mensilità AVS; modifica della Legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) e della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) · 41 pagine
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rendita), il reddito imponibile, il numero di deduzioni per i figli nonché le deduzioni assicurative, per le persone sposate, per le coppie di coniugi che conseguono due redditi e per il pilastro 3a. Non vi sono invece informazioni sulla quota del reddito da attività lucrativa o in forma di rendita rispetto al reddito complessivo dei singoli contribuenti. Le informazioni in questione sono pertanto insufficienti per stimare con precisione le ripercussioni fiscali delle diverse varianti di riforma, ragion per cui le stime si basano anche su altre ipotesi. I risultati si fondano sulla statistica dell’imposta federale diretta del 2020 e su una proiezione delle ripercussioni per il 2026. Il concetto di reddito utilizzato per l’attribuzione della rendita supplementare e della riduzione di reddito dovuta all’aumento dei contributi AVS è il reddito netto modificato, ovvero il reddito imponibile più le deduzioni per i figli e le deduzioni assicurative, per le persone sposate, per le coppie di coniugi che conseguono due redditi e per il pilastro 3a.
Maggiori entrate derivanti dalle imposte sul reddito generate dalla 13arendita di vecchiaia
La stima si basa sulla somma complessiva delle 13erendite di vecchiaia da versare, che ammonterà, previa deduzione della quota versata all’estero (570 mio. fr.), a circa 3,6 miliardi di franchi. Questa cifra è identica in tutte le varianti esami- nate. Circa la metà di questo importo sarà versato a coppie sposate e l’altra metà a persone non sposate. La stima è effettuata in due tappe.
Prima tappa: la prima tappa della stima consiste nel ripartire l’importo di circa 3,6 miliardi di franchi tra tutti i beneficiari di rendite che figurano nella statistica dell’imposta federale diretta. La somma delle 13erendite viene ripartita nel modo se- guente: a ogni beneficiario di rendita viene attribuito un reddito supplementare che corrisponde almeno alla rendita minima e al massimo alla rendita massima. Per le persone non sposate la rendita minima è di 1225 franchi e la rendita massima di 2450 franchi, mentre per le coppie sposate rispettivamente di 2450 e 3675 franchi. Alle persone con i redditi più alti viene attribuita la rendita massima e a quelle con i redditi più bassi la rendita minima. Alle persone nella fascia intermedia viene attribuita una rendita compresa tra la rendita minima e quella massima in base a un parametro di aumento fissato con un procedimento iterativo, in modo che la somma delle rendite attribuite corrisponda all’importo di 3,6 miliardi di franchi. Il risultato di questa prima tappa è un aumento stimato del reddito imponibile di ogni beneficiario di rendita.
Seconda tappa: la seconda tappa consiste nel valutare l’onere fiscale per l’imposta federale diretta e le imposte sul reddito cantonali prima e dopo l’aumento di reddito generato dalla 13arendita di vecchiaia. Dalla differenza risultano le maggiori entrate fiscali stimate in base alla somma delle 13erendite da versare.
Minori entrate derivanti dalle imposte sul reddito in seguito all’aumento dei contributi AVS
La stima si basa sulla somma complessiva attesa dei contributi AVS supplementari riscossi. Questa somma complessiva sarebbe ripartita a metà tra la quota dei datori di lavoro e quella dei lavoratori. L’entità della riduzione dei redditi delle persone esercitanti un’attività lucrativa dipenderebbe dalla misura in cui i salariati assumerebbero non soltanto i propri contributi ma anche quelli dei datori di lavoro sotto forma di perdite salariali (incidenza fiscale). Sulla base di un metastudio, la stima ipotizza che a medio termine i salariati si farebbero carico, oltre che dei propri contributi, anche del 70 per cento dei contributi dei datori di lavoro23. Di conseguenza, il reddito delle persone esercitanti un’attività lucrativa si ridurrebbe complessivamente dell’85 per cento della somma attesa dei contributi AVS supplementari.
Per coprire il 15 per cento residuo dei contributi paritetici supplementari (o il 30 per cento dei contributi dei datori di lavoro), vi sarebbero sostanzialmente due possibilità. La prima è di ridurre gli utili aziendali, il che genererebbe minori entrate per le imposte sull’utile. La seconda è di ripercuotere questa parte dei contributi supplementari sui prezzi al consumo. Se nonostante l’aumento dei prezzi il volume dei consumi non si riducesse o lo facesse soltanto marginalmente, gli introiti dell’IVA crescerebbero. Le stime illustrate nel presente capitolo si limitano alle ripercussioni sulle imposte sul reddito e tralasciano il rimanente 30 per cento rappresentato dai contributi dei datori di lavoro.
La riduzione di reddito derivante dall’aumento dei contributi paritetici per le persone tenute al pagamento dell’imposta sul reddito viene ripartita in base a una determinata percentuale, che corrisponde alla riduzione del reddito delle persone esercitanti un’attività lucrativa nella statistica dell’imposta federale diretta. Questa percentuale è fissata in modo che la riduzione di reddito corrisponda complessivamente alla somma attesa dei contributi AVS supplementari. Essa dipende dalla variante scelta.
Le ripercussioni finanziarie stimate, risultanti dalle riduzioni di reddito previste, sono analoghe a quelle previste per la 13arendita di vecchiaia, ma di segno opposto.
Il 78,8 per cento delle minori entrate sul fronte dell’imposta federale diretta è a carico della Confederazione, il rimanente 21,2 per cento (quota cantonale) a carico dei Cantoni (v. n. 5.3).
La tabella seguente illustra le ripercussioni finanziarie stimate per quanto concerne l’imposta federale diretta con le diverse varianti (importi in mio. fr.). Le stime non tengono conto di eventuali modifiche di comportamento, quali ad esempio una diminuzione dell’occupazione in seguito all’aumento dei contributi paritetici all’AVS.
23 Melguizo e González-Páramo, «Who bears labour taxes and social contributions? A meta-analysis approach», in SERIEs, 2012; citato in Schütz e Brülhart, «STAF: Ein Kuhhandel, der einigermassen aufgeht», in Batz.ch. Il foro di politica economica svizzera, 2021. Nel quadro di uno studio del Fondo nazionale svizzero di alcuni anni fa, l’entità della ripercussione dei contributi dei datori di lavoro sui lavoratori in Svizzera è stata stimata al 60 per cento per il 1998. Cfr. Kilian Künzi, Markus Schärrer, Wer zahlt für die Soziale Sicherheit und wer profitiert davon? Eine Analyse der Sozialtransfers in der Schweiz, Zurigo/Coira 2004.