Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/28: Attuazione e finanziamento dell’iniziativa per una 13esima mensilità AVS; modifica della Legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) e della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) · 41 pagine

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Per quanto concerne le entrate stimate per le imposte sul reddito cantonali, nelle varianti che prevedono un aumento dei contributi paritetici di 0,5 e 0,6 punti percentuali le maggiori entrate legate all’introduzione della 13arendita di vecchiaia risulterebbero più elevate delle minori entrate dovute all’aumento dei contributi salariali, mentre con le varianti che preve- dono un aumento dei contributi paritetici di 0,8 e 1,0 punti percentuali l’effetto sarebbe inverso. Per quanto concerne l’im- posta federale diretta, invece, il saldo sarebbe negativo a prescindere dalla variante scelta (v. tabella 5-5). La differenza tra le ripercussioni per la Confederazione e quelle per i Cantoni è riconducibile alla maggiore progressione dell’imposta federale diretta rispetto alle imposte sul reddito cantonali. I beneficiari di rendite conseguono in media un reddito inferiore a quello dei contribuenti attivi. Di conseguenza, per effetto dell’aliquota fiscale marginale più bassa le maggiori entrate per ogni franco di rendita di vecchiaia supplementare risulterebbero inferiori alle minori entrate per ogni franco di perdita salariale dovuta all’aumento dei contributi paritetici all’AVS. Nel caso dell’imposta federale diretta, queste differenze nelle aliquote fiscali marginali sono più significative rispetto a quelle delle imposte sul reddito cantonali, ragion per cui per la Confederazione la differenza tra le minori entrate e le maggiori entrate è superiore a quella dei Cantoni.

Il progetto di legge non avrà ripercussioni particolari per le città, gli agglomerati e le regioni di montagna.

5.4 Ripercussioni sull’economia

5.4.1 Aumento delle aliquote IVA

Ripercussioni sui consumatori

Un aumento dell’IVA incide prevalentemente sul livello dei prezzi e sul potere d’acquisto delle economie domestiche. In generale le imprese lo ripercuotono sui consumatori, il che si traduce in un innalzamento dei prezzi dei beni e dei servizi. La ripercussione può avere luogo soltanto in parte oppure su un arco di tempo più lungo e in modo graduale. Questo significa che in generale un aumento delle aliquote IVA non si ripercuote sui prezzi né in misura integrale né necessaria- mente in tempi brevi, bensì sull’arco di diversi anni.

Va inoltre rilevato che a vari beni e servizi non si applica l’IVA o vi si applica un’aliquota ridotta, cosicché l’aumento dell’im- posta non si ripercuote interamente sul livello generale dei prezzi, a prescindere dall’entità del trasferimento sui consuma- tori.

In Svizzera, quando è stata introdotta l’IVA nel 1995 e quando ne è stata aumentata l’aliquota a favore dell’AVS nel 1999, l’onere supplementare è stato trasferito sui consumatori nella misura rispettivamente del 75 e del 65 per cento26.

I dati empirici disponibili non permettono di fare previsioni precise sulle ripercussioni del proposto aumento delle aliquote IVA sul livello dei prezzi (IPC).

Presupponendo una ripercussione integrale sui clienti, un aumento proporzionale di 0,4 (2A) / 0,6 (2B) punti percentuali delle aliquote IVA dovrebbe determinare un incremento dell’IPC di circa lo 0,21 (2A) / 0,28 (2B) per cento. I prezzi più elevati comporterebbero un calo della domanda generale: i consumi delle economie domestiche diminuirebbero quantita- tivamente, così come gli investimenti delle imprese, anche se spesso l’annuncio di un aumento dell’IVA genera un incre- mento dei consumi prima dell’entrata in vigore delle nuove aliquote.

L’eventuale conseguente flessione della performance economica sarebbe però limitata da altri fattori. L’esportazione di beni e servizi è esente dall’IVA e quindi non risentirebbe del suo aumento. Inoltre, il calo della domanda in Svizzera non riguarderebbe soltanto i beni e i servizi prodotti nel Paese, ma anche quelli importati. Di conseguenza si ripercuoterebbe soltanto in parte sulla performance economica nazionale. Va poi considerato che le economie domestiche potrebbero decidere di ridurre i loro risparmi per mantenere lo stesso livello quantitativo di consumi.

Ripercussioni sulle imprese

Siccome l’IVA può essere ripercossa sui consumatori, l’aumento delle aliquote d’imposta non avrebbe conseguenze dirette sui costi di produzione. Le esperienze del passato e quelle di altri Paesi indicano tuttavia che le imprese scelgono diverse strategie per compensare l’aumento dell’IVA. Ad esempio, possono ripercuotere soltanto una parte dell’aumento dell’IVA sui prezzi e cercare di compensare internamente l’onere supplementare residuo o cercare di addossare l’incremento ai fornitori.

Se le imprese non possono ripercuotere la totalità dell’aumento dell’IVA, per quelle in settori fortemente concorrenziali può risultare una riduzione dei margini di guadagno. Inoltre, l’incremento dei prezzi al consumo indotto dall’aumento dell’IVA può comportare richieste di aumenti salariali. Le imprese che forniscono prestazioni escluse dall’IVA e quelle che non sono soggette all’imposta perché conseguono un fatturato annuo troppo basso non possono dedurre l’IVA che grava sulle pre- stazioni precedenti a titolo di imposta precedente. Esse sono quindi gravate da una tassa occulta, il cui importo (stimabile solo approssimativamente) aumenterebbe con l’innalzamento dell’IVA. In base alle stime approssimative dell’AFC la tassa occulta indotta da un aumento proporzionale di 0,4 (2A) / 0,6 (2B) punti percentuali delle aliquote IVA ammonterebbe a circa 140 (2A) / 210 (2B) milioni di franchi nei settori della formazione, della salute, dello sport e della cultura (tanto nel settore pubblico che in quello privato).

Vanno inoltre considerati i costi di attuazione (p. es. costi informatici) per le imprese soggette all’IVA. L’AFC stima questi costi nell’ordine di 150–200 milioni di franchi a ogni modifica di tutte le aliquote d’imposta. Inoltre, le imprese soggette all’IVA necessitano di un certo tempo per attuare una modifica delle aliquote.

L’IVA nell’UE

Negli ultimi decenni, sempre più Paesi in tutto il mondo hanno introdotto un’imposta sul valore aggiunto. Nell’UE tutti i Paesi ne prevedono una, le cui aliquote sono andate aumentando nel corso dei decenni. L’aliquota normale dell’8,1 per

26 Cfr. il messaggio del 25 giugno 2008 concernente la semplificazione dell’imposta sul valore aggiunto, FF 2008 6033, in particolare 6238 segg.