Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/28: Attuazione e finanziamento dell’iniziativa per una 13esima mensilità AVS; modifica della Legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (LAVS) e della Legge federale sulle prestazioni complementari (LPC) · 41 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 27Fedlex · Rapporto esplicativo

Tabella 5-12

Onere supplementare annuo (in % del reddito lordo) derivante dall’aumento proporzionale dell’IVA di 0,6 punti percentuali rispetto all’ordinamento vigente

Fasce di reddito 0–4999 5000–7299 7300–9899 9900–13 699 13 700 e oltre

(fr./mese)

Tutte le economie dome-

0,36 % 0,30 % 0,28 % 0,26 % 0,23 %

stiche

Persone sole

(senza beneficiari di ren- 0,33 % 0,26 % 0,25 % 0,21 %

dite)

Coppie

0,31 % 0,28 % 0,25 % 0,23 %

senza figli

Coppie

0,30 % 0,27 % 0,26 % 0,23 %

con un figlio

Coppie

0,33 % 0,28 % 0,27 % 0,23 %

con due figli

Beneficiari di rendite 0,36 % 0,33 % 0,33 % 0,30 %

Beneficiari di rendite e persone sole: visto il basso numero di osservazioni, le due fasce di reddito «9900–13 699» e «13 700 e oltre» sono state raggruppate.

Come rilevato dall’UST, tra il 2010 e il 2011 il grado di disparità tra i redditi disponibili è rimasto stabile nonostante l’aumento di 0,4 punti percentuali delle aliquote IVA con effetto dal 1° gennaio 2011, mentre per le economie domestiche con reddito da lavoro è addirittura diminuito. Le conseguenze sociali di un aumento delle aliquote IVA devono pertanto essere consi- derate in un contesto più ampio, che includa anche altri fattori che influiscono sulla ripartizione dei redditi.

5.5.2 Aumento dei tassi di contribuzione

Per ogni persona che non esercita un’attività lucrativa indipendente e versa contributi il tasso di contribuzione registrerebbe un aumento, a seconda della variante scelta, compreso tra 0,5 e 1,0 punti percentuali, passando al 9,2 fino al 9,7 per cento. Anche la scala dei contributi delle persone che esercitano un’attività lucrativa indipendente dovrebbe essere au- mentata. Dato che anche le persone senza attività lucrativa sono soggette all’obbligo di contribuzione AVS, anche i loro contributi aumenterebbero in proporzione.

I contributi paritetici all’AVS sono proporzionali al reddito da attività lucrativa dipendente. Se si ipotizza che il grado di ripercussione dei contributi dei datori di lavoro sui salariati sia all’incirca lo stesso per tutte le fasce di reddito, l’aumento dei contributi AVS non avrebbe praticamente alcuna incidenza sulla distribuzione dei salari: questi diminuirebbero infatti nella stessa misura percentuale, cosicché la distribuzione in base agli intervalli attuali resterebbe invariata.

Si potrebbero registrare effetti distributivi in relazione ai salari, se il grado di ripercussione dei contributi dei datori di lavoro sui salariati variasse a seconda della fascia di reddito. Affermazioni sulla direzione di tali effetti distributivi sarebbero però mere speculazioni.

Dato che i contributi AVS gravano esclusivamente i redditi da attività lucrativa, un aumento di questi ultimi può avere un effetto regressivo. Almeno per la popolazione in età attiva, questo significa che un aumento dei contributi AVS tende ad aumentare le disparità per quanto riguarda il reddito complessivo. Ciò è dovuto al fatto che i contributi AVS si applicano esclusivamente ai redditi da attività lucrativa, ma non ai redditi da capitale (p. es. interessi e dividendi). L’effetto regressivo deriva dunque dalla maggiore importanza dei redditi da capitale, che non sono interessati dall’aumento dei contributi AVS, per le persone con redditi elevati. Questa situazione è acuita dall’effetto dell’imposta sul reddito: a causa dell’imposizione progressiva, i contributi deducibili dei salariati hanno un peso maggiore nel calcolo del reddito imponibile per le persone con redditi elevati.

Contrariamente alla popolazione attiva, le generazioni anziane che già percepiscono una rendita o che sono prossime al pensionamento trarranno vantaggio dalla 13arendita di vecchiaia senza aver versato personalmente contributi più elevati. Ciò corrisponde a una ridistribuzione dalle generazioni giovani a quelle anziane. Nonostante questo trasferimento di oneri, si può presumere che il rapporto tra i contributi versati e le future rendite migliorerà per una parte preponderante dei beneficiari di rendite AVS, sia attuali che futuri. In relazione al reddito disponibile individuale o dell’economia domestica, l’effetto risulterà particolarmente forte per i beneficiari di rendite il cui reddito è costituito esclusivamente o prevalentemente da una rendita di vecchiaia del 1° pilastro ed è dunque relativamente modesto.

5.6 Confronto tra le varianti di finanziamento

Sia nel caso dell’IVA che in quello dei tassi di contribuzione si aumenterà un’imposta già applicata. Un aumento d’imposta comporta il rincaro dell’oggetto cui si applica. Le due varianti si distinguono principalmente per la scelta dell’oggetto dell’im- posta e le ripercussioni che ne derivano in termini di incentivi e distribuzione.

Nel caso dell’IVA, l’oggetto è il consumo di beni e servizi. Un aumento dell’IVA comporterebbe un incremento dei prezzi e quindi frenerebbe la domanda a livello macroeconomico e, almeno temporaneamente, la crescita del PIL. Poiché tutti i soggetti economici che consumano sarebbero soggetti all’imposizione, il finanziamento avrebbe una base molto ampia. Anche i beneficiari di rendite in Svizzera contribuirebbero a coprire l’onere supplementare. Tuttavia, le economie domesti- che a basso reddito impiegherebbero una quota maggiore del proprio reddito e sarebbero quindi gravate in misura pro- porzionalmente maggiore dall’imposizione sul consumo.

Un aumento dei tassi di contribuzione comporterebbe un aumento del costo del fattore produttivo «lavoro». Con l’imposi- zione degli oneri salariali, le imprese sarebbero incentivate a ripercuotere sui lavoratori le spese supplementari o a ridurre