Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 219 pagine
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Rapporto esplicativo
Gli scopi principali della riforma sono anche nell’interesse della Svizzera: ridurre la migrazione irregolare verso l’Europa e la migrazione secondaria al suo interno, rafforzare la cooperazione europea e, contestualmente a tale obiettivo, attuare misure di solidarietà volte a bilanciare la pressione migratoria sugli Stati, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone interessate.
La Svizzera ha pertanto sostenuto l’orientamento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE e si è espressa a favore di una riforma globale, solidale e conforme ai diritti fondamentali del sistema europeo di migrazione e asilo. In quest’ottica, ha accolto con favore anche gli elementi per essa vincolanti.
1.2 Il Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE: un compromesso politico
L’elevato numero di migranti registrato nel 2015 e nel 2016 ha messo chiaramente in evidenza le carenze del sistema europeo di migrazione e asilo. Inoltre, è risultato chiaramente che, per l’assenza di meccanismi di compensazione, in tali fasi l’onere varia notevolmente da uno Stato europeo all’altro. Mentre in Svizzera la cosiddetta chiave di ripartizione garantisce una compensazione tra i Cantoni, a livello europeo manca uno strumento di questo tipo. Nel 2016 sono state introdotte nell’Unione europea misure puntuali e limitate nel tempo per far fronte alla situazione migratoria, per esempio un programma di ricollocazione (relocation), ed è stata proposta una riforma di ampio respiro. Quest’ultima, tuttavia, non ha avuto seguito a causa delle posizioni ampiamente divergenti e polarizzate degli Stati membri dell’UE. Nel settembre 2020 la Commissione europea ha presentato il nuovo Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE, che mira, in un approccio globale, a creare in Europa un sistema migratorio e d’asilo solidale e più resiliente di fronte alle crisi.
Il Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE è finalizzato a ridurre la migrazione irregolare verso l’Europa e al suo interno e a ripartire equamente le responsabilità tra gli Stati membri dell’UE. Esso punta su procedure rapide alle frontiere esterne Schengen, sull’ulteriore sviluppo del sistema Dublino, sull’ampliamento della registrazione dei dati nel sistema Eurodac e su un meccanismo di solidarietà obbligatorio tra gli Stati membri dell’UE.
I negoziati su questi testi sono stati difficoltosi, non solo tra gli Stati membri dell’UE, ma anche tra la Commissione europea, il Consiglio dell’UE e il Parlamento europeo (cfr. punti 2.1.2 / 3.1.2 / 4.1.2 / 5.1.2). Particolarmente controversa era la questione della responsabilità e della solidarietà alla frontiera esterna Schengen per gli Stati UE: le proposte riguardanti gli accertamenti e le nuove procedure alla frontiera avrebbero comportato per essi compiti aggiuntivi; allo stesso tempo, conformemente alle disposizioni Dublino rielaborate avrebbero mantenuto la competenza per gran parte delle procedure d’asilo. Gli Stati hanno pertanto chiesto un alleggerimento dell’onere alle frontiere esterne dell’UE e, quindi, una maggiore solidarietà.
Si è discusso intensamente in particolare del meccanismo di solidarietà, ossia la questione se e come gli Stati membri dell’UE debbano essere obbligati a fornire regolarmente prestazioni di solidarietà a favore degli Stati particolarmente sotto pressione.