Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 12Fedlex · Rapporto sui risultati
migrazione e l’asilo dell’UE sia trasposto nel diritto nazionale sfruttando il margine di manovra residuo per portare in primo piano la solidarietà nei confronti dei profughi e i loro diritti umani.
Pur sostenendo il forte impegno della Svizzera per una trasposizione solidale e conforme ai diritti umani del Patto, CRS ritiene che l’approccio proposto sia restrittivo e orientato alla sicurezza, e che comporti quindi un rischio nettamente maggiore di violazione dei diritti umani e di mancato rispetto della dignità delle persone. CRS chiede quindi che il Consiglio federale, nel quadro della trasposizione, sfrutti il proprio margine di manovra per garantire alle persone una protezione migliore. AICH avanza la stessa richiesta e aggiunge che la protezione delle persone con esigenze particolari dovrebbe essere un aspetto fondamentale del sistema di asilo e migrazione ed essere garantita da misure vincolanti.
AsyLex non si oppone interamente al recepimento dei regolamenti previsti dal Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE per non compromettere l’associazione a Schengen della Svizzera; tuttavia, ritiene che ciò non debba compromettere i diritti umani e che, con la trasposizione nel diritto nazionale, debbano continuare a essere garantiti il rispetto di tali diritti e la protezione dei rifugiati.
CFM condivide la posizione di AsyLex e CRS e chiede che sia garantita una politica d’asilo orientata alla protezione delle persone più vulnerabili nonché una trasposizione il più coerente possibile con gli impegni di una Svizzera umanitaria. Inoltre, CFM raccomanda di colmare le lacune e i punti critici del sistema d’asilo attraverso misure di supporto, per esempio istituendo canali d’accesso sicuri (p. es. con il ripristino del programma di reinsediamento, l’emissione di visti per motivi umanitari o di formazione e formazione continua, il ricongiungimento dei familiari ecc.) oppure introducendo un nuovo statuto di protezione integrativo. Per quanto riguarda l’esternalizzazione della procedura d’asilo, CFM chiede che la Svizzera, in considerazione del suo status internazionale e della presenza di numerose organizzazioni internazionali sul suo territorio, assuma un ruolo di guida morale e politica rispetto alla protezione offerta alle persone vulnerabili.
Parlamento dei rifugiati sostiene che siano state introdotte misure molto più restrittive, a svantaggio sia della protezione dei profughi sia dell’effettivo e auspicato coordinamento a livello europeo. Brava teme a sua volta che le modifiche legislative proposte comportino un forte peggioramento della situazione dei profughi, con ripercussioni estreme in particolare sulle donne nonché sulle persone intersex, non binarie, transgender e agender, le cui esigenze e i cui diritti sono già eccessivamente trascurati nelle procedure d’asilo e negli alloggi.
Conferenza dei vescovi svizzeri e J+P criticano l’irresponsabile limitazione del diritto d’asilo e il fatto che la sicurezza all’interno dell’UE sia ritenuta prioritaria rispetto alla protezione della quale i profughi hanno urgentemente bisogno. Gli elementi centrali della riforma consistono in inadeguate procedure rapide alle frontiere esterne dell’UE che prevedono condizioni di effettiva detenzione persino per famiglie con minori e nel rafforzamento della cooperazione con presunti Stati terzi sicuri. Il Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE configura un sistema a classi. Pertanto, chiedono che la Svizzera sfrutti il proprio margine di manovra in linea con la sua tradizione umanitaria.
OSAR non condivide il supporto profondamente acritico accordato dal Consiglio federale alla riforma e nemmeno l’isolamento, la durezza e l’atteggiamento difensivo di fronte alla migrazione.
Secondo ODAGE, la riforma prevista ha forti ripercussioni sui diritti fondamentali delle persone interessate. Di conseguenza, la Svizzera deve procedere alla trasposizione del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE operando le dovute distinzioni: la solidarietà nei confronti di chi è in fuga non deve mai essere trascurata e i diritti di queste persone devono essere garantiti.