Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine
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4. Riassunto dei risultati della procedura di consultazione
4.1. Parere generale rispetto all’intero Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE
4.1.1. Risposta dei Cantoni
La maggioranza dei Cantoni si esprime a favore dei quattro decreti federali e condivide, in linea di principio, le modifiche legislative proposte. AI e JU non hanno presentato alcuna osservazione. OW prende atto delle nuove disposizioni. AR, BS, GR, NW, SH, SO, UR, VD e ZH accolgono con favore il fatto che la Svizzera voglia fornire il proprio contributo nell’intento di ridurre la migrazione irregolare verso l’UE e al suo interno e formulano osservazioni puntuali. Anche FR, SG, VD e ZG sono favorevoli alle modifiche legislative proposte. SG sottolinea, in particolare, che gli obiettivi del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE rispondono anche agli interessi della Svizzera. TI, pur condividendo l’obiettivo delle modifiche legislative in oggetto ed essendo consapevole dei vantaggi che produrrebbero per la Svizzera, fa notare alcune criticità. TG sottolinea che la Svizzera è collocata al centro dell’UE dal punto di vista geografico, ragion per cui ritiene che la sua partecipazione sia logica e indispensabile al fine di ridurre la migrazione secondaria e di poter utilizzare in modo adeguato gli appositi sistemi informatici di nuova e graduale introduzione (come EES, ETIAS, Eurodac ecc.).
Nonostante la sostanziale approvazione, i Cantoni esprimono anche critiche e propongono diverse modifiche: FR e VD mettono in evidenza, in particolare, gli oneri aggiuntivi derivanti dai nuovi obblighi introdotti dal regolamento Eurodac e dal regolamento sugli accertamenti e osservano inoltre che la Svizzera è libera di decidere se trasferire determinati compiti alla Confederazione piuttosto che ai Cantoni. Anche NW accoglie con favore i decreti federali, facendo tuttavia notare le ingenti ripercussioni sulle finanze e sul personale che interesserebbero soprattutto le autorità cantonali. NW ritiene indispensabile che la Confederazione sostenga finanziariamente i Cantoni nell’attuazione di queste misure e metta a disposizione le risorse necessarie per fare fronte ai nuovi obblighi. Anche FR e VD, di fronte agli ulteriori oneri, sollevano la questione della compensazione finanziaria da parte della Confederazione a favore dei Cantoni. Inoltre, nel quadro dell’attuazione delle misure proposte a livello nazionale, NW segnala un margine di ottimizzazione relativamente, in particolare, alla carcerazione Dublino e allo svolgimento della procedura d’asilo. Infine, GE fa notare che alcune modifiche legislative esulano dalla semplice trasposizione dell’acquis e mette in guardia rispetto a un possibile trasferimento dell’onere amministrativo ai Cantoni.
4.1.2. Risposta dei partiti politici e delle associazioni mantello
In linea di principio, Alleanza del Centro, PLR e PVL sostengono la riforma e sono favorevoli alla trasposizione delle basi giuridiche del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE, con le modifiche legislative che ne conseguono a livello nazionale. Alleanza del Centro ritiene che sia nell’interesse della Svizzera istituire una procedura comune e coordinata all’interno dello spazio Schengen e Dublino per ridurre la migrazione irregolare verso l’Europa e, di conseguenza, la migrazione secondaria all’interno dello spazio UE. Al Consiglio federale è chiesto di effettuare una valutazione progressiva del valore aggiunto della riforma e di adoperarsi affinché, nell’ambito della sua trasposizione, sia garantito un sano equilibrio tra solidarietà e responsabilità. PVL ritiene che, con questo patto, l’UE abbia compiuto un passo significativo nello sviluppo del sistema di asilo europeo, un passo che contribuisce in modo rilevante a sgravare i Paesi europei, la popolazione e le persone che richiedono protezione. PLR plaude in particolare al fatto che aumenterà il numero di procedure d’asilo e rimpatri alle frontiere esterne dell’UE, ritenendo che per la Svizzera sia fondamentale partecipare attivamente a questi sviluppi al fine di garantirsi un controllo effettivo dei flussi migratori e