Rapporto sui risultati

Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 11Fedlex · Rapporto sui risultati

presenti modifiche legislative, in particolare per quanto riguarda la limitazione dell’accesso alla procedura d’asilo. Manifesta inoltre forti perplessità sulla capacità della presente riforma di raggiungere gli obiettivi prefissati: gli Stati alle frontiere esterne Schengen continueranno a sostenere gli oneri più gravosi. Alla distribuzione solidale degli oneri si sostituisce infatti la possibilità, per questi Stati, di svolgere una procedura rapida standardizzata, in contrasto rispetto ai principi sanciti dalla Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati. Pertanto, invita il Consiglio federale ad adoperarsi con forza, sul piano nazionale e internazionale, affinché sia realizzato un sistema d’asilo e migrazione rispettoso della dignità umana e conforme ai diritti umani, e chiede che i decreti federali siano migliorati senza mettere a repentaglio l’associazione a Schengen/Dublino.

4.1.3. Risposta delle altre cerchie interessate

In linea di principio, CCPCS e CDDGP sostengono i progetti: CCPCS riscontra, nel Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE, diverse misure ragionevoli dal punto di vista operativo per le forze di polizia; CDDGP condivide espressamente gli obiettivi dell’UE perseguiti dal Patto, che consistono nella riduzione della migrazione irregolare. In entrambi i casi viene tuttavia segnalato che alcune delle novità introdotte con la ripartizione delle competenze prevista comportano maggiori oneri per le autorità cantonali in materia di migrazione e i corpi di polizia. CCPCS condivide il parere espresso dai Cantoni, secondo i quali si debba porre la questione delle indennità ai Cantoni da parte della Confederazione. Secondo CDDGP, occorre inoltre accertarsi, in fase di trasposizione, che il recepimento delle nuove disposizioni sia coordinato con altri interventi nazionali volti a migliorare il sistema d’asilo (p. es. strategia globale per l’asilo), valutando costantemente i rapporti di dipendenza reciproca.

Anche ASM, ISDU e OIM sono favorevoli al recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE. La riforma è sostenuta anche da ACNUR. ASM plaude, in particolare, al fatto che la Svizzera aderisca all’impegno dell’UE volto a contrastare la migrazione irregolare. OIM apprezza invece che la Svizzera, attraverso il recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE, si impegni a favore della definizione di un sistema di asilo e migrazione resistente e capace di difendere anche i diritti dei profughi, il che viene visto come un passo importante verso un approccio integrale alla gestione dei flussi migratori in Europa. OIM ritiene che il Patto offra alla Svizzera un’ottima possibilità di migliorare la collaborazione tecnica con gli Stati membri dell’UE nell’ambito della gestione delle frontiere. ISDU è dell’avviso che il recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE comporti più rischi che opportunità dal punto di vista dei diritti umani e che la riforma possa acuire i disincentivi strutturali dell’attuale sistema di migrazione e asilo europeo piuttosto che superarli. Il parere di ISDU si concentra poi, in particolare, sul decreto federale concernente il regolamento sugli accertamenti e si pronuncia a favore, soprattutto, della creazione di un meccanismo di monitoraggio indipendente.

Assumono una posizione critica rispetto al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE anche ACES,

AICH, AsyLex, Brava, Caritas, CFM, CRS, J+P, ODAGE, OSAR e Parlamento dei rifugiati.

Le critiche sono rivolte, in particolare, al fatto che la riforma è incentrata principalmente sull’isolamento, sulla dissuasione e su procedure restrittive alle frontiere, introducendo un maggiore rigore a svantaggio delle persone che richiedono protezione. Inoltre, non si ritiene che il Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE sia in grado di superare le sfide delle frontiere esterne o di risolvere i problemi che interessano la migrazione e l’asilo, né che consenta di colmare i deficit strutturali dell’attuale sistema Dublino o che offra una soluzione efficace per accrescere la solidarietà tra gli Stati dell’UE. Il timore è piuttosto che faccia aumentare la pressione alla quale sono esposti gli Stati alle frontiere esterne Schengen (p. es. PEV, PS,

ACES, J+P, OSAR, Parlamento dei rifugiati). Come PS, ACES, Conferenza dei vescovi

svizzeri, J+P, OSAR e Parlamento dei rifugiati, tra gli altri, chiedono che il Patto sulla