Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine
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Caritas ritiene che il Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE introduca un maggiore rigore a svantaggio delle persone che richiedono protezione e sostiene anche che si sia persa l’occasione per rimediare al concetto problematico, già presente nei regolamenti Dublino, in base al quale lo Stato di primo ingresso è responsabile della procedura d’asilo. Questo concetto è stato addirittura rafforzato e comporta ora ulteriori compiti per gli Stati alla frontiera esterna Schengen. Caritas critica anche le nuove procedure alle frontiere, in particolare le condizioni, prossime alla detenzione, riservate a famiglie e minori e chiede che la Svizzera non si limiti a trasporre la parte obbligatoria del progetto, ma che si impegni anche a favore della solidarietà e di procedure giuste.
Le 18 cerchie interessate rimanenti (Coalizione asilo+Pikett Asyl, Conferenza dei vescovi
svizzeri, CSP, elisa-asile, FIZ, FPABS, FPAZH, Giuristi e giuriste democratici svizzeri, ODAS, Plateforme Traite, SCCFA, Solidaritätsnetz Bern, SolidaritéS, Solidarité Tattes,
Solinetz Luzern, sosf e Stopexclusion) non approvano gli inasprimenti nei confronti delle persone che richiedono protezione e respingono il recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE nonché le modifiche legislative che la sua trasposizione richiederebbe. Per un commento più dettagliato sulle motivazioni alla base di questa posizione, si veda il punto 5.