Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine
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impedire la migrazione secondaria. PLR si oppone, invece, all’accoglienza di richiedenti l’asilo nel quadro della partecipazione volontaria al meccanismo di solidarietà.
PS è favorevole al recepimento del Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE, anche perché la Svizzera non subirebbe gran parte degli effetti peggiorativi per i richiedenti l’asilo che questo comporta. Inoltre, nell’ottica di una futura politica sulla migrazione e l’asilo comune dell’UE, con un’impostazione solidale, è indispensabile aderire al sistema di migrazione e asilo dell’UE. Aggiunge che la Svizzera dovrebbe tuttavia sfruttare il margine di manovra di cui ancora disporrebbe sul piano nazionale per porre al centro la solidarietà nei confronti dei profughi e i loro diritti. Critica inoltre le procedure alle frontiere esterne dell’UE previste dal Patto (in particolare per quanto concerne l’alloggio) e la procedura d’asilo rapida, così come altri aspetti: per esempio, le nuove regole del sistema d’asilo europeo introdotte con il Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE, che non ritiene essere in grado di risolvere il problema fondamentale delle disposizioni attuali, ma anche il fatto che il nuovo Patto non influisca sulla ripartizione iniqua delle responsabilità nel quadro del sistema d’asilo dell’UE e la pressione sugli Stati che si trovano alle frontiere esterne Schengen, suscettibile di aumentare per via dei nuovi obblighi e delle modifiche apportate. Le critiche espresse riguardano anche le misure, più severe, introdotte dal nuovo regolamento sulla procedura d’asilo. Come ACES e OSAR, tra gli altri, chiede pertanto misure di solidarietà integrative, una migliore trasposizione nazionale delle disposizioni UE e il recepimento della protezione sussidiaria.
Anche I Verdi assumono una posizione critica, tra le altre cose nei confronti delle procedure alle frontiere esterne dell’UE e delle forti violazioni dei diritti fondamentali messe in conto. Inoltre, sottolineano che la carcerazione di famiglie e minori che richiedono protezione alle frontiere esterne dell’UE e il generale deterioramento dei diritti dei profughi sono in contrasto con i valori fondamentali dell’UE e della Svizzera. Di conseguenza, chiedono misure integrative. Infine, criticano il Consiglio federale per avere espresso pareri positivi sul Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE.
PEV lamenta l’insufficiente rispetto della dignità umana nonché l’isolamento e la durezza che caratterizzano in modo predominante il Patto UE e, insieme a PS e ad altri partecipanti alla procedura di consultazione, critica anche il fatto che, per l’intera durata della procedura alla frontiera, i richiedenti l’asilo saranno sostanzialmente internati. A ciò si aggiunge l’isolamento dei centri alla frontiera che rende difficoltoso l’accesso all’assistenza medica e psicologica, alla consulenza e alla rappresentanza legale, nonché al servizio di interpretazione. Chiede quindi che la Svizzera sfrutti tutto il margine di manovra di cui dispone nel quadro della trasposizione per garantire maggiore protezione ai profughi, per porre al centro i loro diritti e per rafforzare la solidarietà e la cooperazione internazionale: la Svizzera deve rimanere fedele alla propria tradizione umanitaria e assumere un atteggiamento esemplare.
L’unico partito a respingere il progetto posto in consultazione nel suo complesso, così come proposto, è UDC. In particolare, non condivide i numerosi sviluppi, costosi e di natura puramente burocratica, e chiede al Consiglio federale una trasposizione snella e razionale. Ricorda inoltre di non accettare il principio del recepimento dinamico e/o automatico dell’acquis di Schengen/Dublino e chiede che la Svizzera possa condurre controlli indipendenti, unilaterali e sovrani alle proprie frontiere, senza doversi rivolgere a un’autorità straniera. Non può più essere concesso l’asilo agli immigrati irregolari fatti arrivare da Stati terzi sicuri con l’aiuto dei trafficanti; questi immigrati devono essere rimandati immediatamente nello Stato di provenienza. La presentazione delle domande d’asilo deve essere consentita solo all’interno di centri chiusi ai quali si può accedere solo dall’estero. Infine, ritiene che la politica dell’UE in materia di frontiere e asilo sia stata un fallimento dal quale è necessario trarre delle conclusioni.
USS, pur condividendo l’intento del Consiglio federale di definire un sistema di asilo e migrazione europeo giusto, a prova di crisi ed efficace, si esprime criticamente rispetto alle