Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine
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5.4. Decreto federale 4 (regolamento sugli accertamenti)
5.4.1. Svolgimento unitario della procedura di accertamento e standard minimi richiesti
Osservazioni di carattere generale Secondo AG, AR, BE, GE, GL, NW, SH, SO, TG, TI, UR, VD e ASM, la trasposizione del
regolamento sugli accertamenti presuppone una collaborazione ottimale tra i numerosi attori dei diversi livelli statali. È importante che gli aspetti procedurali siano il frutto di un’attenta riflessione e che siano basati su modelli definiti coinvolgendo tutte le autorità interessate. Anche CCPCS ritiene che, dal punto di vista operativo, i processi necessari per la trasposizione dei nuovi compiti debbano essere definiti con precisione. CDDGP sottolinea che è indispensabile coinvolgere gli attori cantonali interessati dai nuovi processi.
Anche AICH è dell’avviso che occorra, come minimo, uniformare la procedura della Confederazione e dei Cantoni per assicurare la trasparenza e la correttezza degli accertamenti. Ciò presuppone che siano stabiliti degli standard in grado di garantire la trasparenza e lo Stato di diritto nella procedura di accertamento. PEV, FIZ, OSAR, Parlamento dei rifugiati e Plateforme Traite chiedono che vengano definiti standard uniformi anche per lo svolgimento delle procedure stesse.
USS esprime un parere critico rispetto alle modifiche alla LAsi e alla LStrI poste in consultazione. In particolare, teme che le misure volte a uniformare e accelerare il sistema di migrazione e asilo arrivino a ripercuotersi sulla dignità delle condizioni di vita dei migranti. Di conseguenza, chiede che il Consiglio federale sfrutti l’intero margine di manovra per interventi migliorativi, senza con questo mettere a repentaglio l’associazione a Schengen/Dublino.
PLR chiede che i richiedenti l’asilo in Svizzera non godano di condizioni migliori rispetto a quelli la cui procedura ha luogo alle frontiere esterne Schengen.
ACNUR rileva che l’articolo 9b capoverso 2 AP-LStrI e l’articolo 21a capoverso 4 AP-LAsi indicano che la «procedura di accertamento è retta dal regolamento (UE) 2024/1356», mentre l’articolo 26 capoverso 1quaterAP-LAsi non contiene la stessa indicazione. In ogni caso, non è chiaro se sia sufficiente un’indicazione generale come questa. A tale proposito, segnala che il regolamento sugli accertamenti prevede diversi standard in merito alla procedura concreta (personale in misura sufficiente e qualificato, risorse sufficienti, accesso a informazioni per le persone interessate, garanzia di condizioni di vita adeguate durante gli accertamenti, accesso a organizzazioni non governative e rappresentanti legali, rispetto di esigenze particolari nonché tutela dei minori e dei loro diritti). L’atto normativo di attuazione, però, non li menziona tutti, ragion per cui occorre un disciplinamento uniforme, a livello di legge, che trasponga gli standard della procedura di accertamento nel diritto nazionale.
ACNUR ricorda che il regolamento sugli accertamenti stabilisce che il controllo delle vulnerabilità e dello stato di salute deve essere svolto da personale qualificato, mentre l’atto normativo di attuazione non riporta alcuna indicazione in merito ai requisiti minimi relativi a tali qualifiche. Indicare i requisiti minimi è l’unico modo per garantire che la procedura di accertamento sia svolta in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. A tale proposito, ODAGE rileva che gli accertamenti devono essere svolti esclusivamente da autorità amministrative appositamente formate e che queste devono partecipare a corsi di formazione sui diritti umani. Anche CRS osserva che le autorità competenti devono seguire, in particolare, dei corsi sui diritti fondamentali e sui diritti umani. Brava, invece, chiede che siano erogati corsi di formazione sulla violenza di genere e sugli aspetti di genere legati agli alloggi.