Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine
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presentare una domanda d’asilo e che, in caso di dubbi circa l’esistenza di una simile domanda, partano dal presupposto che sia già stata presentata.
Richieste specifiche sugli accertamenti all’interno del territorio nazionale PEV, PS, ACES, FIZ, OSAR, Parlamento dei rifugiati e Plateforme Traite segnalano che
l’articolo 9c AP-LStrI, a differenza dell’articolo 9b AP-LStrI, non contiene un elenco degli elementi costitutivi degli accertamenti.
PEV, CRS, FIZ, OSAR, Parlamento dei rifugiati e Plateforme Traite temono che svolgere
gli accertamenti all’interno del territorio nazionale possa comportare il rischio di «ethnic profiling» e ritengono pertanto che occorra definire un catalogo di criteri trasparente.
Coalizione asilo+Pikett Asyl, elisa-asile, FPABS, FPAZH, Giuristi e giuriste democratici svizzeri, ODAS, SCCFA, Solidaritätsnetz Bern, Solinetz Luzern e sosf rilevano che
l’articolo 7 paragrafo 2 del regolamento sugli accertamenti non consente assolutamente di effettuare trasferimenti all’interno delle frontiere interne dell’UE, limitandosi a disciplinare la competenza in materia di svolgimento degli accertamenti.
Richieste specifiche sugli accertamenti alla frontiera esterna
TI accoglie con favore il fatto che, nell’ambito della procedura d’asilo all’aeroporto, il termine oltre il quale il richiedente l’asilo è attribuito a un Cantone o a un CFA venga esteso di 7 giorni, portando tale termine da 20 a 27 giorni.
Brava chiede un adeguamento dell’articolo 21a capoverso 7 AP-LAsi, auspicando che gli alloggi non siano «a basso costo», ma «adeguati».
5.4.2. Competenza per lo svolgimento degli accertamenti
Osservazioni di carattere generale
CRS ritiene che l’avamprogetto non chiarisca del tutto quali autorità sono competenti per gli accertamenti: ciò comporta dei rischi, in particolare per quanto riguarda l’uniformità dell’attuazione nonché la qualità degli accertamenti stessi e della formazione impartita al personale. Suggerisce pertanto di definire le competenze a livello nazionale, o almeno a livello regionale. Per garantire pratiche uniformi e un livello di qualità elevato, Caritas suggerisce di affidare lo svolgimento degli accertamenti alla Confederazione e non ai Cantoni. Anche PEV, FIZ, OSAR, Parlamento dei rifugiati e Plateforme Traite sono del parere che lo svolgimento degli accertamenti da parte della Confederazione comporterebbe dei vantaggi. I Verdi chiedono che gli accertamenti non siano affidati ai Cantoni o ad altri attori, ma che siano svolti a livello centrale, presso i CFA.
CCPCS fa notare che i controlli dello stato di salute e delle vulnerabilità nonché l’indirizzamento alla procedura applicabile, previsti nel quadro degli accertamenti, non rientrano nelle competenze delle autorità di polizia. Acquisire queste competenze risulterebbe problematico e non giustificato. Tali compiti devono essere assunti necessariamente dalle autorità competenti per l’esecuzione della LStrI in materia di migrazione o dalla Confederazione (p. es. dalla SEM). Eventualmente, nei Cantoni di frontiera, questo genere di compiti potrebbe essere attribuito anche all’USDC. Risulta inoltre incomprensibile il fatto che le persone rintracciate dall’USDC debbano poi essere trasferite ai Cantoni o alle autorità di polizia comunali. Nel medio periodo, si potrebbe tutt’al più valutare l’istituzione di un nuovo strumento centrale a carico della Confederazione.
TI tiene a rammentare che la modalità di svolgimento di eventuali compiti attribuiti alle autorità cantonali resta di mera competenza cantonale.