Rapporto sui risultati
Consultazione 2024/46: Recepimento e trasposizione delle basi legali relative al Patto sulla migrazione e l’asilo dell’UE (sviluppo dell’acquis di Schengen/Dublino) · 80 pagine
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Infine, Coalizione asilo+Pikett Asyl, elisa-asile, FPABS, FPAZH, Giuristi e giuriste democratici svizzeri, ODAS, SCCFA, Solidaritätsnetz Bern, Solinetz Luzern e sosf
criticano l’assenza di disposizioni, all’interno del decreto federale, sull’accesso della società civile alle persone interessate (art. 8 par. 6 regolamento sugli accertamenti).
Risultato della procedura di accertamento
I Verdi, PS, ACES, Coalizione asilo+Pikett Asyl, CSP, elisa-asile, FIZ, FPABS, FPAZH, Giuristi e giuriste democratici svizzeri, ODAS, OSAR, Parlamento dei rifugiati, Plateforme Traite, SCCFA, Solidaritätsnetz Bern, Solinetz Luzern e sosf chiedono che il
decreto federale specifichi in quali circostanze la procedura di accertamento può concludersi direttamente con una decisione di rimpatrio. Occorre disciplinare anche la procedura successiva (alloggio, durata, mezzi di ricorso).
PEV e i partecipanti appena menzionati osservano che ogni decisione a valle degli accertamenti deve essere presa in forma tale da essere impugnabile, perché gli accertamenti rappresentano una fase rilevante ai fini della procedura. ISDU riscontra che, dal punto di vista dei diritti delle persone interessate, l’esito della procedura di accertamento è fondamentale, perché è da questo che dipende l’assegnazione alla procedura successiva. Si tratta di una decisione che può avere conseguenze negative irreversibili e che deve quindi poter essere impugnata. Infine, anche CRS chiede che vengano introdotti mezzi di ricorso nell’ambito della procedura di accertamento.
Requisiti relativi agli alloggi
Brava segnala che è fondamentale disporre di alloggi all’interno di strutture che tengano conto delle questioni di genere, sia per proteggere le vittime di violenza sia per prevenire la violenza di genere; da questo punto di vista, gli alloggi cantonali e nazionali per i richiedenti l’asilo sono già stati spesso oggetto di critiche.
Coalizione asilo+Pikett Asyl, elisa-asile, FPABS, FPAZH, Giuristi e giuriste democratici svizzeri, ODAS, SCCFA, Solidaritätsnetz Bern, Solinetz Luzern e sosf chiedono che a
partire dal momento della presentazione di una domanda d’asilo ai richiedenti siano garantiti diritti equivalenti a quelli stabiliti dalla direttiva sull’accoglienza16 e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’UE17 in materia di standard degli alloggi, prestazioni materiali e assistenza medica. Insieme a CSP, chiedono anche che alle persone interessate siano garantite condizioni di vita che ne garantiscano il sostentamento, ne tutelino la salute fisica e mentale e ne rispettino i diritti conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell’UE (cfr. art. 8 par. 8). Non essendo la Carta vincolante per la Svizzera, ritengono che l’atto normativo di attuazione debba rimandare, almeno, alle disposizioni dell’articolo 73 capoversi 2–4 LStrI e dell’articolo 81 LStrI (Condizioni di carcerazione), prevedendo al suo interno le stesse garanzie di cui nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE.
Minori e persone vulnerabili nella procedura di accertamento
ACNUR fa notare che il regolamento sugli accertamenti, con le garanzie minime ivi previste a favore dei minori, attribuisce grande importanza alla loro protezione (cfr. art. 13 par. 1, art. 11 par. 3 secondo periodo e art. 8 par. 9 regolamento sugli accertamenti). Inoltre, per i RMNA deve essere designato un rappresentante o una persona che ne salvaguardi l’interesse superiore (art. 13 par. 3 regolamento sugli accertamenti). Le disposizioni esecutive della Svizzera non prevedono tutte queste garanzie minime. In particolare, per quanto riguarda i RMNA, il rapporto esplicativo prevede un rappresentante soltanto nei casi in cui viene
16 Direttiva 2013/33/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giu. 2013, recante norme relative all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale (rifusione); GU L 180 del 29.6.2013, pag. 96.
17 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; GU C 326 del 26.10.2012, pag. 391.