Rapporto esplicativo
Consultazione 2024/58: Trasparenza concernente lo sviluppo sostenibile: Modifica del diritto delle obbligazioni (CO), della legge sui revisori (LSR) e del codice penale svizzero (CP) · 47 pagine
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Capoverso 3 numero 7 (una descrizione dei principali impatti negativi, effettivi o potenziali, sulle questioni dello sviluppo sostenibile o delle questioni dello sviluppo sostenibile, legati alle attività dell'impresa e alla sua catena del valore, nonché una descrizione delle misure per identificare e monitorare tali impatti)100
Secondo la presente disposizione devono essere descritti gli impatti negativi più importanti legati alle attività dell’impresa. Per «impatti negativi» s’intendono danni effettivi o potenziali (danni a persone, danni materiali, danni all’ambiente, all’immagine, ecc.). Va applicato un approccio basato sui rischi, ossia gli impatti devono essere priorizzati e classificati a seconda della gravità del danno e della probabilità che si verifichi (gravità dell’impatto su persone e ambiente, numero di coinvolti effettivi o potenziali, portata del danno, costi per ristabilire la situazione originaria, ecc.). Gli impatti negativi includono tutte le conseguenze negative certe e probabili delle attività dell’impresa, inclusi i suoi prodotti e servizi, sulle questioni dello sviluppo sostenibile (prospettiva inside-out), ma anche le conseguenze delle questioni dello sviluppo sostenibile sull’impresa (prospettiva outside-in).
La «catena di valore» comprende l’intera catena di valore aggiunto, ossia le attività proprie (compresi i prodotti e i servizi) dell’impresa ma in particolare anche tutte le sue relazioni d’affari e le sue catene di approvvigionamento, vale a dire le imprese fornitrici e le imprese destinatarie (upstream e downstream). Ne fanno parte anche le attività di imprese terze che partecipano al finanziamento, alla ricerca e allo sviluppo o allo smaltimento dei prodotti dell’impresa tenuta a presentare una relazione. La riserva contenuta nel diritto vigente in merito ai «rapporti commerciali» e alle catene di approvvigionamento e resa con la formula «ove opportuno e proporzionato» (cfr. art. 964b cpv. 2
n. 4 lett. b CO) è stralciata nell’AP-CO.
Inoltre, secondo la presente disposizione devono essere descritte le «misure per identificare e monitorare tali impatti» e quindi gli strumenti o i processi che servono ad affrontare gli impatti negativi.
Capoverso 3 numero 8 (una descrizione delle misure dell’impresa per prevenire o attenuare gli impatti negativi, effettivi o potenziali, di cui al numero 7, o per porvi rimedio o fine, e una descrizione dei risultati di tali misure)101
Secondo la presente disposizione vanno descritte tutte le misure ovvero tutte le azioni intraprese dall’impresa per prevenire o attenuare gli impatti negativi e i danni, effettivi o potenziali, oppure per porvi rimedio o fine. Le imprese devono rendere conto anche dei risultati o dell’efficacia delle misure.
100 Art. 19 bis par. 2 lett. f, ii) e art. 29 bis par. 2 lett. f, ii) della direttiva 2013/34/UE del 26 giugno 2013, secondo la modifica del CSRD.
101 Art. 19 bis par. 2 lett. f, iii), e art. 29 bis par. 2 lett. f, iii), della direttiva 2013/34/UE del 26 giugno 2013, secondo la modifica del CSRD.