Rapporto esplicativo

Consultazione 2024/65: Nuova Legge federale sulle piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca (LPCom) · 49 pagine

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1 Situazione iniziale

1.1 Necessità d’intervento e obiettivi

La popolazione si informa sempre più attraverso piattaforme di comunicazione e motori di ricerca come Google Search, TikTok e X (ex Twitter)1. Questi ultimi occupano quindi una posizione centrale nello spazio digitale e possono influire sulla comunicazione pub- blica, sulla formazione delle opinioni e sulle abitudini.

Complessivamente, le piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca formano una nuova infrastruttura di comunicazione accanto ai classici mass media. Le grandi piat- taforme di comunicazione e i grandi motori di ricerca appartengono a poche aziende private attive a livello globale e si basano su software che vengono costantemente modificati. Queste aziende definiscono le proprie regole di comunicazione e di ricerca di informazioni per i loro servizi e le applicano in larga misura tramite algoritmi. Poche imprese straniere decidono così, secondo le proprie regole, cosa si può o non si può dire in parti importanti dello spazio digitale in Svizzera, chi vede o non vede quali con- tenuti e chi può o non può partecipare alla comunicazione pubblica.

Le piattaforme di comunicazione e i motori di ricerca contribuiscono, da un lato, a mi- gliorare la libertà di espressione e di informazione. Tuttavia, la loro natura aperta, la quasi inesistenza di barriere tecniche d’accesso e la mancanza di selezione e controllo giornalistico dell’informazione presentano anche risvolti negativi. Secondo vari studi commissionati dall’UFCOM la sfera pubblica non è sufficientemente tutelata cosicché i dibattiti non possono svolgersi liberamente2. La questione della regolamentazione delle piattaforme di comunicazione è stata ripetutamente oggetto di iniziative parlamentari (v. n. 1.4).

In Svizzera, attualmente, non esistono disposizioni o esistono solo disposizioni puntuali che rafforzano i diritti degli utenti nei confronti dei fornitori di piattaforme di comunica- zione o motori di ricerca o che obbligano questi ultimi a una maggiore trasparenza. Sebbene le loro attività siano disciplinate da norme di diritto generale, non sono ancora state emanate disposizioni legali specifiche. Ciò significa che gli utenti sono in gran parte alla mercé dei fornitori di piattaforme di comunicazione e di motori di ricerca. Inoltre, le regole per il dibattito pubblico su questi servizi non sono trasparenti, non è garantita la parità di trattamento degli utenti e non vi sono standard procedurali suffi- cienti nel caso in cui i contenuti vengano rimossi o gli account degli utenti vengano bloccati dai fornitori di piattaforme di comunicazione. Inoltre, non esiste alcun obbligo legale per i fornitori di piattaforme di comunicazione di istituire una procedura di segna- lazione e una procedura di trattamento delle segnalazioni che consenta agli utenti di difendersi in modo semplice da contenuti di probabile rilevanza penale, quali calunnia (art. 174 del Codice penale del 21 dicembre 1937, CP, RS 311), l’ingiuria (art. 177 CP), o la discriminazione e l’incitamento all’odio (art. 261bisCP)3.

L’avamprogetto della nuova legge federale sulle piattaforme di comunicazione e sui motori di ricerca intende migliorare la situazione: vuole rafforzare i diritti degli utenti in

1 Cfr. Monitoraggio Media Svizzera 2023 disponibile su www.monitoraggio-media-svizzera.ch > Gruppi industriali > Potere sull’opinione

2 +I relativi studi sono disponibili all’indirizzo: www.ufcom.admin.ch > Media elettronici > Studi > Le singole analisi.

3 Cfr. rapporto dell’UFCOM del 17 novembre 2021 «Intermediari e piattaforme di comunicazione. Effetti sulla comunicazione pubblica e approcci di governance», consultabile all’indirizzo: www.bakom.admin.ch > Digitalizzazione e Internet > Comunicazione digitale > Intermediari e piattaforme di comunicazione.