Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/16: Revisione totale della legge federale sul trasporto di merci per ferrovia, per idrovia e con impianti a fune; attuazione a livello di ordinanza (revisione totale dell’ordinanza sul trasporto di merci e altre modifiche di ordinanze nel settore del trasporto di merci) · 16 pagine
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Riferimento: BAV-332-6/6/3/7
loro avviso il promovimento mirato di sistemi tecnici già efficaci, aumenta la certezza degli investimenti e riduce i rischi associati a ritardi nell’introduzione del DAC a livello europeo, mentre un approccio globale potrebbe far sì che i mezzi di promovimento rimangano inutilizzati, mettendo così a rischio l’autonomia finanziaria del TCCI. Sono favorevoli a un approccio modulare anche ATA e Iniziativa delle Alpi / Pro Alps, sottolineando che singole funzionalità del DAC, come la prova automatica dei freni, dovrebbero essere promosse in modo indipendente non appena consentono aumenti di efficienza nel trasporto di merci per ferrovia. Secondo loro, il promovimento deve essere incentrato sull’utilizzo in Svizzera e i detentori esteri devono ricevere solo contributi proporzionali, a meno che non sia possibile dimostrare un utilizzo equivalente. Ritengono inoltre che anche i veicoli senza immatricolazione ufficiale, come i veicoli di manovra interni, se annunciati dal detentore debbano avere diritto ai contributi.
3. Funzionalità del DAC
economiesuisse e VAP chiedono che, nel definire il contenuto delle funzioni, per la specificazione e la portata si faccia riferimento alle funzioni di base definite in Europa. Secondo FFS e UTP l’articolo va semplicemente stralciato, ritenendo che una definizione nazionale delle funzioni sia soggetta a errori e potrebbe entrare in conflitto con le specifiche europee. Il VSLF chiede di includere il segnalamento digitale di coda per migliorare la sicurezza e l’efficienza durante le manovre. Secondo il SEV occorrono fasi transitorie di esercizio ibrido, con l’impiego parallelo di sistemi con e senza DAC, per gestire al meglio l’introduzione.
4. Importo dei contributi d’investimento
Il modo in cui sono stati definiti gli importi dei contributi è risultato controverso. Il Cantone di Zurigo,
l’Unione delle città svizzere e la COMCO propugnano un sistema di contributi differenziati che incentivi un chilometraggio maggiore e una rotazione più veloce.
economiesuisse, VAP, FFS e UTP, invece, preferirebbero contributi forfettari fissi per carro o veicolo motore e che si stabilisca chiaramente che il contributo per accoppiamento è concesso una sola volta.
Il SEV chiede una partecipazione maggiore da parte dell’ente pubblico ai costi di conversione, ritenendo che la quota del 30 per cento sia troppo bassa per ottenere l’effetto desiderato.
Iniziativa delle Alpi / Pro Alps e ATA criticano il fatto che siano esclusi i veicoli più vecchi. Il Cantone dei Grigioni suggerisce a sua volta di includere i carri costruiti prima del 1995, argomentando che ne è ancora in servizio un numero significativo.
5. Domanda, assegnazione e coordinamento
L’ATA chiede che i contributi di terzi siano sistematicamente resi noti in modo da garantire la trasparenza.
Sottolinea inoltre, assieme a Iniziativa delle Alpi / Pro Alps, che ai fini dell’efficacia del promovimento non è determinante la sede del detentore dei veicoli ma il loro luogo di impiego. Propongono pertanto di stabilire all’articolo 24 che, per poter ricevere i contributi d’investimento, i detentori esteri devono dimostrare che i loro veicoli attraversano la Svizzera con una frequenza media pari a quella dei veicoli nazionali. Se questa prova non potesse essere fornita, a loro avviso si potrebbero prevedere importi differenziati all’articolo 26, mentre un doppio finanziamento può essere evitato integrando l’articolo 27. economiesuisse e VAP suggeriscono che l’organizzazione per l’equipaggiamento con il DAC sia sviluppata gradualmente e coordinata a livello sia nazionale sia internazionale, ritenendo che una stretta collaborazione con gli organi competenti dell’UE sia particolarmente importante, poiché il DAC è un progetto di migrazione di portata europea e deve essere garantita la compatibilità transfrontaliera.
UTP e FFS sottolineano che l’introduzione del DAC richiederà ai gestori dell’infrastruttura di adattare i propri veicoli e impianti e, quindi, il coordinamento non deve avvenire solo all’interno del settore del trasporto di merci ma anche a stretto contatto con i gestori dell’infrastruttura interessati. La COMCO 11/16
BAV-D-9E8B3401/906