Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/29: 22.405 n Iv. pa. CET-N. Introduzione di una riserva climatica per i vini svizzeri · 13 pagine
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Il PSS, pur riconoscendo le sfide cui l’economia vitivinicola svizzera deve far fronte, si oppone al progetto così come proposto. Considerata la flessibilità degli strumenti di regolazione già a
disposizione dei Cantoni, non ravvisa alcuna necessità di legiferare. Esprime critiche circa la
mancanza di chiarezza delle disposizioni relative all’autorizzazione, la liberazione, l’utilizzo e il controllo delle scorte di vini DOC. Mette in guardia dai rischi di sovrapproduzione ed esige che sia esclusa ogni forma di sostegno pubblico alla commercializzazione di vino da scorte di prodotti DOC. Ricorda, infine, che nel corso degli ultimi anni le risorse destinate alla promozione delle vendite di vini svizzeri sono state innalzate a 9 milioni di franchi all’anno.
3.1.3. Associazioni mantello nazionali dell’economia
L’USC dà pieno sostegno al progetto della CET-N posto in consultazione e si associa senza riserve al parere espresso da VignobleSuisse.
3.1.4. Organizzazioni nazionali e sovraregionali
8 organizzazioni nazionali e sovraregionali hanno espresso un parere. 5 organizzazioni vitivinicole o agricole (ANCV, IVVS, VignobleSuisse, SEVS, AGORA) sostengono il progetto in linea di principio. Apprezzano che autorizzi i Cantoni che lo riterranno opportuno a legiferare sulle scorte di vini delle proprie DOC, senza ripercussioni per quelli che non lo desiderano. Sottolineano che il Consiglio
federale prevede che le scorte di vini DOC siano declassate soltanto in vini da tavola, per evitare così che eventuali eccedenze possano destabilizzare il mercato dei vini DOC indigeni. Propongono,
tuttavia, che il Consiglio federale emetta disposizioni vincolanti in materia di controllo delle scorte di vini.
BDW respinge categoricamente la proposta. Esprime la propria opposizione adducendo i rischi di sovrapproduzione e pressione al ribasso sui prezzi cui sarebbero esposti in particolare i piccoli
produttori, nonché le distorsioni di mercato che sarebbero generate dalla misura. Teme l’indebolimento degli strumenti di regolazione delle rese già esistenti a livello cantonale e denuncia la mancanza di garanzie chiare in materia di qualità, volumi e modalità di controllo. La misura è giudicata inefficace, costosa e priva di utilità a lungo termine per il settore.
ASCV si riserva di esprimere il proprio parere, ritenendo che, in assenza di modelli cantonali reali e di stime affidabili dei costi, non sia possibile formulare una valutazione definitiva.
Il CSCV, organo incaricato del controllo del commercio dei vini di cui all’articolo 64 LAgr, non esprime una valutazione di principio sul progetto, ma formula proposte inerenti alle attività di controllo qualora la misura dovesse essere accolta.
3.1.5. Altre organizzazioni e pareri
Entro i termini previsti sono pervenuti anche 20 pareri di organizzazioni non invitate. 5 organizzazioni (FVV, CP / FPV, Prométerre, IVVT) sono favorevoli all’adozione senza modifiche del progetto. CP e FPV hanno fatto pervenire un parere congiunto nel quale indicano che il progetto consentirà ai Cantoni di gestire le proprie scorte di vini DOC senza ripercussioni per quelli che non desiderano aderire.
Sottolineano come la nuova misura, già applicata all’estero, non richieda alcun finanziamento federale e debba rimanere semplice, efficace e non comportare oneri amministrativi. Vedono nel progetto uno strumento capace di stabilizzare l’offerta in un contesto caratterizzato da rischi climatici, calo dei consumi e concorrenza estera. Sottolineano l’importanza di un’attuazione volontaria, semplice,
rigorosa e strutturata. Per garantire l’integrità delle denominazioni, ritengono fondamentale il
coordinamento a livello federale dell’attività di controllo da parte del CSCV.
8 organizzazioni vitivinicole cantonali (Weinproduzenten BS-BL-SO, BV AG, BV GR, BV SH, BV SG, BV ZH, Weinbauverein SZ, ZWV) respingono categoricamente il progetto, adducendo timori per i rischi di sovrapproduzione e pressione al ribasso sui prezzi cui sarebbero esposti in particolare i piccoli