Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/30: Revisione parziale dell’ordinanza del 9 marzo 2007 sui servizi di telecomunicazione (OST) · 40 pagine

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ricorrenti per il software (IMS) e qualsiasi altro costo operativo aggiuntivo, che non do- vrebbe superare i dieci milioni. Il testo in tempo reale dovrebbe essere introdotto il più presto possibile (cfr. n. 1.1) in quanto supporta l’evoluzione tecnologica delle chiamate di emergenza sulla base degli standard internazionali. È possibile che a partire da un certo momento alcune innovazioni vengano introdotte anche senza che lo Stato lo im- ponga. Inoltre, secondo un operatore di rete, per stimare i costi occorrerebbe un pro- getto interno della durata di diversi mesi.

- L’obbligo di dare priorità alle chiamate di emergenza comporta potenzialmente costi aggiuntivi una tantum per tutti gli operatori che offrono il servizio telefonico pubblico. Tuttavia, tali costi sarebbero probabilmente minimi, in quanto dovrebbe essere possi- bile soddisfare questo obbligo tramite una funzione standard (i corrispondenti «flag» nel protocollo IP o SIP). I fornitori interessati sono circa un centinaio47.

Questi ultimi sono tenuti a contrastare e coordinare le chiamate che mettono a rischio il sistema di emergenza. La maggior parte di questi costi saranno probabilmente inevi- tabili. Sebbene finora non vi fosse alcuna direttiva in tal senso, è probabile che per motivi di reputazione o commerciali, i fornitori agiscano già contro tali minacce.

- La differenziazione normativa tra servizi di emergenza e servizi di assistenza e con- sulenza potrebbe comportare costi una tantum soprattutto per i fornitori, poiché in fu- turo le chiamate dovranno essere gestite in modo diverso (ad es., con/senza dati di localizzazione). Bisognerà riorganizzare diversi sistemi, tra cui quelli di istradamento, interconnessione e fatturazione nonché procedere a collaudi. Se le persone che effet- tuano la chiamata di emergenza devono essere informate in anticipo sulla visualizza- zione forzata del numero di chiamata, i fornitori possono addebitare i servizi corrispon- denti direttamente ai destinatari del servizio.

- Soprattutto per le reti aziendali, i fornitori dovranno probabilmente sostenere dei costi per garantire l’istradamento e la localizzazione. Occorre implementare le necessarie soluzioni tecniche. Tuttavia, l’obbligo si applica solo se l’attuazione è possibile con uno sforzo ragionevole.

- Gli operatori di rete mobile sostengono incorrono in costi per supportare le NG eCall. Costi aggiuntivi una tantum potrebbero sorgere in particolare per il passaggio al nuovo standard (ad es. per i test) insieme ad alcuni costi aggiuntivi ricorrenti, dovuti ad esem- pio all’aumento dei costi di licenza del software per gli adeguamenti dell’IMS.48

47 UFCOM (2024) Numero di fornitori di servizi di telecomunicazione https://www.bakom.admin.ch/bakom/it/pagina-iniziale/telecomunicazione/fatticifre/osservatorio-statistico/fisso/numero-di-fornitori-di-servizi-di-telecomunicazione.html

48 EENA (2023). Next Generation eCall - Integration with an Emergency Services IP Network, https://eena.org/knowledge-hub/documents/nextgeneration-ecall-integration-with-an-emergency-services-ip-network/.