Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/37: Modifica della legge federale sugli istituti finanziari · 107 pagine

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Rapporto esplicativo concernente la modifica della legge sugli istituti finanziari

di vigilanza da questa imposti. L’ammontare dei costi per un’autorizzazione come istituto di servizi per beni crittografici dipende dalla qualità e dalla complessità delle richieste e pertanto non può essere quantificato con precisione. Oltre agli emolumenti diretti della FINMA, per le imprese possono insorgere ulteriori costi, connessi ad esempio a consulenze legali. L’ammontare della tassa di vigilanza è determinato, secondo l’articolo 15 capoverso 2 lettera abisAP-LFINMA, in base a diversi parametri. Di conseguenza non è possibile fornire dati affidabili sui costi neppure a tale riguardo. I costi variano infatti a seconda dell’impresa. Tutti i futuri istituti di servizi per beni crittografici dovranno inoltre ottemperare ai nuovi obblighi previsti dal presente avamprogetto (tra cui le prescrizioni della LSerFi in materia di trasparenza e diligenza riguardo ai mandati dei clienti e in materia di organizzazione o l’obbligo di pubblicare un libro bianco in caso di offerta pubblica o di ammissione al commercio), con tutti i costi derivanti.

La nuova regolamentazione apporta alle imprese interessate anche importanti vantaggi. L’autorizzazione funge da sigillo di qualità e rafforza la fiducia di clienti, investitori e altri operatori del mercato negli istituti di servizi per beni crittografici regolamentati. Ciò migliorerà la reputazione internazionale dei partecipanti al mercato svizzero, accrescendone la competitività in modo durevole. Grazie a una maggiore certezza del diritto, anche l’accesso alle banche e ad altri istituti finanziari potrebbe essere facilitato, il che può rivestire fondamentale importanza per lo sviluppo dell’attività. Tutto ciò potrà produrre ripercussioni positive per le imprese che operano sui mercati dei beni crittografici, il che contribuirà al miglioramento della liquidità e del funzionamento dei mercati stessi.

In conclusione, la nuova autorizzazione per gli istituti di servizi per beni crittografici comporta sì un onere supplementare per le imprese, ma a medio-lungo termine potrà avere anche ripercussioni positive.

5.4.3 Banche e altri istituti finanziari

L’introduzione di mezzi di pagamento crittografici di valore stabile, così come la creazione di istituti di servizi per beni crittografici regolamentati possono dare luogo a cambiamenti significativi per il sistema finanziario tradizionale. In particolare, è possibile che determinate attività delle banche e di altri istituti finanziari, specialmente nel settore del traffico dei pagamenti e della negoziazione di titoli, siano rimpiazzate dagli istituti per mezzi di pagamento e dagli di servizi per beni crittografici. Ciò potrebbe far aumentare la concorrenza e mettere a dura prova il modello aziendale degli istituti finanziari tradizionali. Al contempo occorre considerare che i requisiti per le attività degli istituti di servizi per beni crittografici sono concepiti in modo più equilibrato rispetto a quelli applicabili alle banche, il che garantirà condizioni concorrenziali più paritarie rispetto alla situazione attuale. Nel complesso, una concorrenza di questo tipo incentiverà l’innovazione, cosa che a lungo termine potrebbe contribuire a migliorare l’efficienza e a modernizzare il settore finanziario.

Gli istituti finanziari potranno inoltre contare sulla certezza del diritto per quanto riguarda l’integrazione dei mezzi di pagamento crittografici di valore stabile in prodotti e processi esistenti. La normativa consentirà di integrare, in funzione dei rischi, nuove possibilità di pagamento e schiuderà opportunità per lo sviluppo di ulteriori settori di attività nel traffico dei pagamenti digitali.

Dal punto di vista normativo, occorre considerare che le banche e le società di intermediazione mobiliare non necessitano di alcuna autorizzazione supplementare a esercitare come istituti di servizi per beni crittografici se decidono di offrire autonomamente tali servizi. Di conseguenza non si prevedono oneri supplementari al riguardo. Il discorso cambia, invece, se le banche o gli altri istituti finanziari intendono emettere un mezzo di pagamento crittografico