Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/37: Modifica della legge federale sugli istituti finanziari · 107 pagine

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Rapporto esplicativo concernente la modifica della legge sugli istituti finanziari

1.1.2 Valutazione dell’autorizzazione fintech

Il 15 giugno 2018 il Parlamento ha introdotto nuove disposizioni nella LBCR al fine di promuovere l’innovazione. La creazione dell’autorizzazione fintech consente agli istituti diversi dalle banche di accettare depositi del pubblico fino a un importo massimo di 100 milioni di franchi. È tuttavia escluso l’esercizio di attività comportanti operazioni attive (ad es. la concessione di crediti tramite l’utilizzo dei depositi). Secondo il diritto vigente, in linea di principio le imprese tecnofinanziarie devono adempiere gli stessi requisiti delle banche. Beneficiano tuttavia di agevolazioni, in particolare in materia di capitale minimo, fondi propri, liquidità, presentazione dei conti e verifica dei conti. I depositi presso queste imprese non sono tuttavia coperti dalla specifica garanzia (cfr. art. 1b cpv. 4 lett. d LBCR).

Nell’ambito della modifica della LBCR, il Parlamento ha stabilito, nell’articolo 52a LBCR, che il Consiglio federale doveva esaminare le disposizioni del nuovo articolo 1b LBCR al più tardi tre anni dopo la sua entrata in vigore. Nel relativo rapporto di valutazione del 16 dicembre 2022, l’Esecutivo ha sottolineato che l’autorizzazione fintech sembra essere interessante, in particolare per i fornitori innovativi nel settore del traffico dei pagamenti. Dato che l’investimento o la rimunerazione dei depositi del pubblico non sono possibili, questi modelli aziendali si limitano ai servizi di pagamento. Poiché tali imprese non sono esposte ai rischi di bilancio tipici delle banche, i requisiti prudenziali possono essere inferiori a quelli imposti alle banche.

Per il rapporto di valutazione sono stati richiesti e tenuti in considerazione i pareri sia del settore che della FINMA. Il rapporto constata che il settore ha confermato l’utilità dell’autorizzazione, ma ha anche rilevato che la protezione carente degli averi dei clienti in caso di fallimento nuoce al successo di questa categoria di autorizzazione. Inoltre, l’impossibilità di parlare di «servizi bancari» rende difficile la descrizione dei servizi proposti. Bisognerebbe altresì esaminare se il limite di 100 milioni di franchi per l’accettazione degli averi dei clienti debba essere mantenuto. Il settore osserva peraltro che la FINMA è un’interlocutrice competente e disponibile. La procedura per ottenere l’autorizzazione è tuttavia ritenuta onerosa e alcuni rappresentanti del settore si auspicherebbero una procedura più rapida (cfr. n. 1.1.6). Infine, il settore ritiene che le imprese tecnofinanziarie dovrebbero disporre di una franchigia più elevata in materia di tassi negativi della Banca nazionale svizzera (BNS) e beneficiare di un regime analogo a quello delle banche sottoposte all’obbligo di mantenere riserve minime.

Nel rapporto di valutazione del Consiglio federale, la FINMA ha espresso un parere globalmente positivo sull’autorizzazione fintech. Ha tuttavia citato l’assenza di protezione degli averi dei clienti in caso di fallimento, che comporta una maggiore vigilanza da parte della FINMA stessa, tanto più che questi istituti non sempre hanno una situazione reddituale stabile. La FINMA ha individuato anche altre problematiche nell’attuale normativa, che complicano l’attività di vigilanza: la possibilità di una revisione limitata da parte della società di audit, le disposizioni in materia di capitale minimo o la fornitura di attività accessorie da parte di questi istituti.

Nel suo rapporto di valutazione, il Consiglio federale ravvisa la necessità di agire. Conclude che la protezione dei depositi del pubblico è insufficiente in caso di fallimento di un istituto che dispone di un’autorizzazione fintech e che dovrebbe essere previsto uno scorporo di questi averi dei clienti. Questo scorporo implicherebbe peraltro che la categoria di autorizzazione corrispondente non dovrebbe essere introdotta nella LBCR, bensì in un’altra legge in materia di mercati finanziari. Infatti, i depositi dei clienti non rientrerebbero più nella definizione di depositi del pubblico contenuta nel diritto bancario. Inoltre, lo scorporo consentirebbe di rimuovere il limite di accettazione di 100 milioni di franchi per i depositi del pubblico. Queste considerazioni costituiscono la base del presente avamprogetto.