Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/4: Legge federale sul sostegno all’ampliamento delle infrastrutture a banda larga (Legge sul sostegno alla banda larga; LSBL) · 62 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 13Fedlex · Rapporto esplicativo

2 Confronto con il diritto estero, in particolare quello europeo

In seno all’Unione Europea (UE), il sostegno alle reti di telecomunicazione di nuova generazione ha una lunga storia alle spalle. Nella primavera del 2010, la Commissione europea ha presentato la sua «Agenda digitale europea» (CE 2010a), con l’obiettivo di stimolare la crescita economica dell’UE e far beneficiare della digitalizzazione tutti i settori dell’economia e della società. Questa agenda ha definito il ruolo di primo piano che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) erano chiamate a svolgere e ha fissato obiettivi di copertura ambiziosi per l’epoca. Per realizzare tali obiettivi, la Commissione ha adottato una serie di misure (CE 2010b), tra cui una comunicazione sulla banda larga (CE 2010c): un documento teso a definire un quadro coerente per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda digitale e a spiegare come incentivare al meglio gli investimenti nelle reti. Prevedeva inoltre che ogni Stato membro elaborasse un proprio piano operativo per promuovere l’installazione di reti ad alta e altissima velocità sul proprio territorio, abbinato a misure di attuazione concrete.

Negli anni successivi, la Commissione europea ha adottato una serie di iniziative per portare avanti la banda larga. In particolare, ricordiamo la pubblicazione nel 2013 degli orientamenti per l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga (CE 2013), che hanno posto le basi (o definito i principi generali) su cui sono state concepite le politiche pubbliche nazionali. Lo scopo di questi orientamenti, riveduti nel 2023 (CE 2023), è di garantire che gli aiuti di Stato per le reti a banda larga siano concessi solo alle aree non redditizie  quindi non servite dal mercato  e solo nel contesto di gare pubbliche. Tali aiuti non devono incidere sulla concorrenza, né ora né in futuro (ad es. entro tre anni); inoltre sul mercato all’ingrosso, i beneficiari dei sussidi sono tenuti a offrire un accesso non discriminatorio alle infrastrutture finanziate con fondi pubblici. Occorre tenere presente che la versione riveduta del 2023 semplifica alcune regole e fornisce ulteriori indicazioni su una serie di settori chiave, come ad esempio il modo di raccogliere e valutare le informazioni sulla disponibilità e sulle prestazioni della rete, la procedura di selezione del beneficiario e le tariffe all’ingrosso.

All’inizio del 2020 è stata pubblicata una nuova strategia digitale intitolata «Plasmare il futuro digitale dell’Europa» (CE 2020). La connettività viene evidenziata come l’elemento più importante della trasformazione digitale, nonostante l’UE abbia un deficit di investimento stimato a 65 miliardi di euro per le infrastrutture e le reti digitali. Per stimolare gli investimenti, è si è ritenuta opportuna una revisione delle varie disposizioni volta a ridurre i costi dell’ampliamento della banda larga, il tutto con l’obiettivo di creare una nuova legge sul sostegno alla banda larga20.

Nel marzo 2021, la Commissione europea ha presentato nuovi obiettivi con lo slogan «Decennio digitale europeo» (CE 2021), tesi ad allacciare tutte le economie domestiche europee alla rete gigabit entro il 2030.

Nel dicembre 2022, il Consiglio dell’UE, preoccupato per le differenze di sviluppo tra i Paesi, ha adottato il programma strategico per il decennio digitale21, che traccia il per-

20 Un accordo politico è stato raggiunto nel febbraio 2024. La futura legge aggiornerà le norme per garantire un ampliamento più rapido, economico e semplice delle reti gigabit, affrontando i principali ostacoli. Conterrà diverse misure come l’uso condiviso delle infrastrutture o il coordinamento delle opere di genio civile.

21 Consiglio dell’Unione europea (2022).