Rapporto esplicativo
Consultazione 2025/4: Legge federale sul sostegno all’ampliamento delle infrastrutture a banda larga (Legge sul sostegno alla banda larga; LSBL) · 62 pagine
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corso affinché tutta l’UE raggiunga gli obiettivi di trasformazione digitale. Questo programma, entrato in vigore nel gennaio 2023, prevede in particolare che la Commissione attui un sistema di monitoraggio per misurare il raggiungimento degli obiettivi 2030 e rediga una relazione annuale sullo stato di avanzamento del decennio digitale, illustrando i progressi compiuti e fornendo raccomandazioni d’azione. Inoltre, ogni Stato membro è tenuto ad elaborare una traiettoria nazionale e una tabella di marcia strategica nazionale per il raggiungimento degli obiettivi22. Queste specificano, per ogni obiettivo, le misure pianificate, adottate e attuate, nonché le risorse umane e i fondi pubblici stanziati. Agli Stati membri è stato anche chiesto di stimare l’investimento necessario e indicarne la fonte.
A partire dal 2010, si è attinto a molte fonti di finanziamento, sia private che pubbliche, per pagare le spese generate dallo sviluppo delle reti di nuova generazione sul territorio UE. La quota a carico del settore pubblico è stata coperta da fondi pubblici nazionali e/o regionali23 e da numerosi fondi istituiti e alimentati dall’UE. È quindi difficile valutare l’importo totale investito. Tuttavia, nonostante gli sforzi già compiuti, secondo le stime di uno studio condotto da WIK (WIK 2023, pag. 7), per raggiungere l’obiettivo di una copertura gigabit di rete fissa collegando tutti gli edifici con la fibra ottica, occorrerebbe investire ancora circa 114 miliardi di euro nell’UE (cfr. Fibre-to-the-Premise; FTTP ), di cui 40 miliardi dovrebbero essere a carico del settore pubblico.
Con la presente legge sul sostegno all’ampliamento delle infrastrutture a banda larga, la Svizzera si appresta, dopo 15 anni, a seguire le orme dell’UE e di molti altri Paesi dell’OCSE24. In quanto isola nel mezzo del continente, ha deciso di perseguire lo stesso obiettivo di copertura e di applicare gli stessi principi generali. Nella realizzazione di questi principi, tuttavia, non vi sarà uno «Swiss Finish», in quanto il sistema proposto è piuttosto leggero rispetto a quello presentato dalla Commissione europea nei suoi orientamenti per l’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione al rapido sviluppo di reti a banda larga.
22 Questi saranno rivisti nel 2026.
23 In Austria, ad esempio, sono stati stanziati fondi federali per ben 940 milioni di euro per il primo programma di sostegno (2015-2021) e sono previsti altri 1,4 miliardi di euro per il programma iniziato a marzo 2022. I fondi provengono dall’European Recovery and Resilience Facility (891 mio. di euro), dai proventi dell’asta delle frequenze 5G (389 mio. di euro) e dal bilancio nazionale (altri 166 mio. di Euro). La Germania ha lanciato il programma di finanziamento della fibra ottica nel 2015 e prevede di devolvere circa 17 miliardi di euro per sostenere l’ampliamento della banda larga. Sono già stati impegnati circa 13 miliardi di euro (OCSE 2024, pag. 52 e pag. 56).
24 In un elenco non esaustivo delle iniziative di finanziamento pubblico per l’avanzamento della banda larga nei Paesi membri, l’OCSE identifica più di 70 progetti (alcuni dei quali riguardano l’UE) realizzati a partire dal 2010 (OCSE 2024, pagg. 50 e segg.).