Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/4: Legge federale sul sostegno all’ampliamento delle infrastrutture a banda larga (Legge sul sostegno alla banda larga; LSBL) · 20 pagine
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Legge federale sul sostegno all'ampliamento delle infrastrutture a banda larga (LSBL)
Art. 5 Composizione del contributo di sostegno
Capoverso 1
I Cantoni AG, BL, JU, SZ, UR e VD, nonché l'asut, economiesuisse, Prioris, Salt, l'USS, Sunrise e Swisscom appoggiano esplicitamente la partecipazione finanziaria dei Cantoni (ed eventualmente dei Comuni). Per i Cantoni AG e JU e per l'asut, ciò garantisce che non vengano effettuati ampliamenti dove non sono necessari. Per il Cantone SZ, la partecipazione finanziaria dei Comuni è in linea con i principi del federalismo e consente un'attuazione conforme alle esigenze, tenendo conto delle
circostanze locali. Per Salt il Cantone in questione ottiene un chiaro vantaggio, motivo per cui i
Cantoni dovrebbero, come previsto, coprire la metà dei sussidi. Secondo Swisscom, non sarebbe corretto dedurre dalla sola responsabilità federale per le telecomunicazioni che la Confederazione debba finanziare l'intero programma di sostegno. Il Cantone UR è favorevole alla condivisione delle responsabilità dei Cantoni, sottolinea il rischio che regioni finanziariamente deboli vengano escluse dal programma a causa di rigide regole di cofinanziamento e chiede modelli mirati per le regioni strutturalmente deboli. Prioris percepisce rischi di attuazione tra l'altro dovuti alle diverse condizioni finanziarie dei Cantoni, con costi aggiuntivi elevati soprattutto per le regioni finanziariamente deboli con una topografia difficile.
Il Cantone OW si chiede se la partecipazione della Confederazione non debba essere nettamente più elevata, considerata la responsabilità della Confederazione in materia di telecomunicazioni. Schlauri pretende che la quota della Confederazione per il sostegno alla banda larga sia più alta. LUWE,
5Gfrei.ch e quattro privati propongono che la quota della Confederazione sia pari all'80 per cento o a due terzi, e che la quota cantonale sia invece a carico di tutti i Cantoni tramite una perequazione intercantonale.
I Cantoni AI, AR, GR, LU, SG, TI e VS, nonché DigiGes, l'Associazione dei Comuni, Init7, la
CGCA, il SAB, il PS, syndicom e 279 privati/altri rifiutano un contributo finanziario da parte dei Cantoni (ed eventualmente dei Comuni). I Cantoni TI e VS, nonché DigiGes, l'Associazione dei Comuni, Init7, il SAB, il PS, Suissedigital e 279 privati/altri sono dell'opinione, facendo tra l'altro riferimento alla Costituzione federale, che le telecomunicazioni e quindi il finanziamento
dell'ampliamento della banda larga siano un compito esclusivamente federale. Secondo il Cantone TI e l'Associazione dei Comuni, il SAB, il PS e 279 privati/altri, il previsto cofinanziamento da parte di Cantoni e Comuni (finanziariamente deboli) mette a rischio il raggiungimento degli obiettivi. Il Cantone AR e syndicom aggiungono che l'obbligo di cofinanziamento comporta un onere aggiuntivo per le regioni strutturalmente deboli e minaccia di ampliare il divario tra città e campagna, motivo per cui sono necessarie disposizioni per un'equa ripartizione dell'onere. I Cantoni AI e LU fanno notare che, a differenza della Confederazione, i Cantoni non hanno la possibilità di finanziare la quota cantonale con le imposte. Il Cantone SG ritiene che il collegamento di edifici con infrastrutture energetiche e di comunicazione sia di competenza del Comune e non del Cantone. Secondo DigiGes e Init7, la Confederazione riceve elevati dividendi da Swisscom da oltre 25 anni, motivo per cui dovrebbe finanziare l'intero sostegno alla banda larga.
Se il completo finanziamento da parte della Confederazione non è fattibile a livello politico, i Cantoni AR e SG propongono che la Confederazione emani una legge quadro uniforme che consenta anche un finanziamento esclusivo da parte dei Comuni.
Capoverso 2
Il Cantone VS accoglie con favore la possibilità di trasferire la partecipazione cantonale ai Comuni interessati. Secondo economiesuisse, una partecipazione obbligatoria dei Comuni e dei proprietari di immobili creerebbe i giusti incentivi per un ampliamento basato sulla domanda ed eviterebbe un eccesso di copertura.