Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 39Fedlex · Rapporto sui risultati

partecipazione della Svizzera al sistema di informazione del mercato interno (IMI) accoglie con favore il progetto (tra questi CdC, UCS, 6 sindacati, CRS, H+, FMH, SSGIM, pharmasuisse, 12 associazioni studentesche). CdC sottolinea i notevoli investimenti a carico dei Cantoni; questi ultimi possono sì affrontarli alla luce dei vantaggi offerti dal progetto, ma in cambio chiedono un’adeguata compensazione finanziaria da parte della Confederazione.

SSBS vede in modo critico la partecipazione alla prova di formazione comune per i maestri di sci. Solamente UDC e Verein Bilaterale III Nein respingono il progetto in modo esplicito.

2.3.1.2 Osservazioni sulle singole leggi

2.3.1.2.1 Legge federale sugli stranieri e la loro integrazione

La grande maggioranza dei partecipanti non si pronuncia in modo specifico sulle disposizioni di attuazione dell’ALC modificato. Le osservazioni vertono sulle disposizioni seguenti.

TI condivide l’importanza degli obblighi di dichiarare la propria presenza e di farsi registrare/richiedere un permesso di soggiorno (art. 13a AP-LStrI) e reputa essenziale definire nell’Ordinanza sull’ammissione, il soggiorno e l’attività lucrativa (OASA) come calcolare l’effettiva data d’entrata in Svizzera, questo anche per poter valutare correttamente eventuali diritti a prestazioni (assegni familiari, sussidi cassa malati ecc.). Secondo UDC, questo nuovo articolo introduce una deroga implicita all’obbligo del titolo di soggiorno per i cittadini dell’UE, il che sarebbe fatale, sebbene questi permessi oggi abbiano carattere puramente dichiarativo.

TI è favorevole all’obbligo di notificare la propria partenza (art. 15), ma deplora l’assenza di un obbligo per i cittadini dell’UE di dichiarare il loro arrivo in un nuovo Cantone o un nuovo Comune. Ritiene che ciò potrà comportare problematiche a livello di controlli e conseguentemente implicare un incremento delle situazioni abusive (p. es. per quanto concerne l’erogazione di prestazioni assistenziali e assegni familiari nonché il pagamento delle imposte). Trova contraddittorio che tale normativa riguardi unicamente i cittadini UE e non i loro familiari cittadini di Stati terzi.

Per quanto riguarda le misure protettive e di riequilibrio in caso di difficoltà derivanti dall’applicazione dell’ALC (art. 21b), TI e JU condividono espressamente la proposta trasposizione nella LStrI. JU chiede che la Confederazione metta a disposizione dei Cantoni su base annuale le statistiche necessarie.

BS chiede un adeguamento dell’articolo 21b capoverso 10 AP-LStrI, in modo che i Cantoni possano richiedere l’esame dell’attivazione della clausola di salvaguardia in caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale sul loro territorio.

Il Centro chiede che l’articolo 21b capoverso 9 sia completato in modo da obbligare il Consiglio federale a consultare le commissioni parlamentari, i Cantoni e le parti sociali prima di definire gli indicatori e i valori soglia. Secondo Travail.Suisse è imperativo che, prima di presentare una richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia e prima