Rapporto sui risultati

Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 35Fedlex · Rapporto sui risultati

popolazione svizzera; quest’ultima, infatti, chiede che l’immigrazione sia orientata al mercato del lavoro. Per quanto riguarda l’impatto della libera circolazione delle persone sull’immigrazione in Svizzera, alcuni partecipanti (Travail.Suisse, transfair) sottolineano un aumento della precarietà economica dei lavoratori dell’UE, mentre altri (CdC, UR) ritengono che le ripercussioni dell’immigrazione su infrastrutture, alloggi e trasporti vadano compensate con misure adeguate, che i Cantoni particolarmente esposti alla problematica vadano sostenuti (TI) e che vada mobilitata maggiormente la manodopera nazionale (TG); NW chiede che le conseguenze della libera circolazione delle persone vengano monitorate periodicamente. USC e alcune cerchie interessate (tra cui PSL, ZBV, GVZ, BVAR, Swiss Beef) ritengono che la gestione dell’immigrazione sia ancora più complessa e sottolineano che non sono previsti meccanismi di controllo efficaci per impiegare la manodopera secondo le esigenze specifiche di ogni settore.

In merito alle ripercussioni della libera circolazione delle persone sull’aiuto sociale, alcuni partecipanti (CdC, NW, GL, BL, VD) ritengono che il recepimento della direttiva 2004/38/CE comporterà un aumento dei costi per l’aiuto sociale e chiedono un monitoraggio (CdC, GL, BL, UCS). TI sottolinea il rischio elevato di abusi nel settore dell’aiuto sociale e la necessità di introdurre controlli più rigorosi. Altri partecipanti (tra cui ZBV, GVZ, USAM, Swissmem) criticano l’impatto indiretto dell’immigrazione sulle assicurazioni sociali e sul sistema sanitario, nonché il legame tra sicurezza sociale e diritto di soggiorno (tra cui Travail.Suisse, Syna, transfair).

Per quanto riguarda le ripercussioni finanziarie e sull’effettivo del personale, alcuni partecipanti prevedono un aumento sia della mole di lavoro per le autorità cantonali di migrazione sia dei costi per i Cantoni – che BS ritiene essere sottostimati –, e sottolineano la necessità di prevedere indennizzi per i Cantoni (CdC, OW, NW, VS, NE, TI), di ripartire equamente gli oneri tra Confederazione e Cantoni (VD), di adottare misure di accompagnamento e di sostegno (NE) o di fare sì che in sede di attuazione si tenga conto delle risorse limitate a disposizione dei Cantoni (TG). Secondo UCS le città si troveranno a dover sostenere costi supplementari per l’aiuto sociale e le prestazioni complementari. USI ed economiesuisse temono notevoli costi aggiuntivi per via delle concessioni nell’ambito della libera circolazione.

SZ sottolinea come l’attuazione dell’ALC sollevi questioni costituzionali, mentre UDC, Pro Svizzera, Zukunft CH e indagia ritengono che essa sia contraria all’articolo 121a della Costituzione federale (Cost.). USAM approva l’attuazione dell’ALC a condizione che venga creata una base costituzionale per garantire che il diritto svizzero prevale su quello internazionale, soprattutto per quanto riguarda la libera circolazione delle persone.

JU accoglie con favore il fatto che il diritto di soggiorno permanente sia disciplinato in maniera rigida; SZ e UDC ne criticano il recepimento, mentre UCS lo appoggia. VD e HotellerieSuisse caldeggiano l’acquisizione del diritto di soggiorno permanente solo per le persone attive; i Verdi, PS, Operation Libero e Solidarität ohne Grenzen non condividono questo punto di vista. NW e VD sono favorevoli a escludere dal calcolo dei cinque anni necessari per ottenere il diritto di soggiorno permanente i periodi di oltre sei mesi di dipendenza totale dall’aiuto sociale, mentre i Verdi e PS si mostrano critici al riguardo. Ligue vaudoise disapprova la concessione automatica di tale diritto dopo