Rapporto sui risultati
Consultazione 2025/47: Pacchetto «stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera-UE» · 125 pagine
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contestazione giudiziale dell’assegnazione delle tracce e sulla minaccia per i piani di utilizzazione della rete.
UCS è favorevole agli adeguamenti in questo settore poiché ritiene che genereranno l’ampliamento, in particolare, delle offerte internazionali su rotaia.
I sindacati e le associazioni dei lavoratori (tra cui USS, SEV, Travail.Suisse, transfair), seppur critici nei confronti dell’apertura del mercato in sé, accolgono con favore le misure di garanzia. SEV constata che si è ottenuta una garanzia duratura ed efficace contro ripercussioni negative, ma afferma che l’equilibrio economico non è ancora sufficientemente definito e che il cabotaggio dovrebbe essere opportunamente limitato. Assieme a USS ritiene inoltre che per definire la finalità principale sono necessari più criteri, non solo quello delle entrate. Le associazioni dell'economia così come quelle dei consumatori e di protezione della natura (tra cui economiesuisse, USI, FER, FRC, SKS, WWF, ATA, Greenpeace, Pro Alps) hanno un atteggiamento positivo nei confronti dell’apertura del mercato accompagnata da misure di garanzia. Secondo economiesuisse grazie all’apertura del mercato aumenterà l’offerta di viaggi internazionali in treno, quindi ecologici. Nel valutare le situazioni di concorrenza svantaggiose dal punto di vista dell’economia pubblica si dovrebbe trovare una procedura equilibrata: lo strumento è importante, ma non deve trasformarsi in un ostacolo sproporzionato all’accesso al mercato. I rappresentati di settore (tra cui UTP, ASTAG, FFS) sono favorevoli alle misure di garanzia. FFS e UTP ritengono che, in linea di principio, potrebbero tutelare la qualità e l’affidabilità del trasporto ferroviario nazionale. Vanno tuttavia esposte le conseguenze negative di capacità residue mancanti per il servizio universale e il traffico merci.
Tra chi respinge gli adeguamenti vi sono VFAS e ZBV, nonché USAM di cui singoli membri temono svantaggi per il trasporto pubblico in Svizzera.
FFS e UTP chiedono che le misure di garanzia internazionali vengano sancite anche a livello nazionale, al fine di tutelare adeguatamente gli interessi del traffico ferroviario interno. A loro avviso occorre, in particolare, proteggere il modello di cooperazione nel diritto nazionale mediante un’eccezione per le cooperazioni nella legge sui cartelli. Inoltre, domandano che nel messaggio vengano presentate le conseguenze negative di una nuova priorizzazione delle capacità residue nonché indicate soluzioni sostenibili per il traffico in Svizzera.
FST sottolinea che l’apertura del mercato per il trasporto ferroviario internazionale di passeggeri crea certezza del diritto e sicurezza degli investimenti per le imprese svizzere del settore attive sul mercato europeo. Per uno sviluppo duraturo del turismo svizzero è essenziale potenziare i trasporti internazionali sostenibili onde poter offrire agli utenti stranieri una valida alternativa all’auto e all’aereo.